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Fine del tormentone: Ferri era candidabile  

Fine del tormentone: Ferri era candidabile  

Il tribunale di Massa respinge il ricorso dell’opposizione e lascia in carica l’esponente di maggioranza

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PONTREMOLI. Jacopo Maria Ferri era candidabile e quindi resterà a vestire i panni di consigliere comunale di maggioranza. Finisce qui il tormentone che ha seguito le elezioni 2016 di Pontremoli. Il tribunale di Massa ha così deciso circa il ricorso presentato dalle opposizioni, secondo cui l’esponente dell’amministrazione della sindaca Lucia Baracchini non avrebbe avuto i requisiti per presentarsi all’elettorato durante la tornata della scorsa primavera, per via di una vicenda giudiziaria affrontata da un giudice trentino.
Ma stando alla giurisprudenza data dalla Cassazione, spiega il tribunale massese nella sentenza, «le condotte contestate a Ferri integrano astrattamente il delitto di abuso d’ufficio, ma di questo l’imputato non viene riconosciuto colpevole».
Sono passaggi strettamente tecnici della nostra giurisprudenza, che possiamo riassumere dicendo che il tribunale non ritiene valide - stando alla normativa - le motivazioni per cui i membri dell’opposizione hanno proposto l’incandidabilità di Ferri.096
Una richiesta avanzata al tribunale citando il regolamento comunale, che vieta la candidatura (tra gli altri) a coloro che riportano una condanna definitiva per diversi reati, tra cui quello per cui il consigliere è stato condannato dal giudice trentino.
Il tribunale di Massa però spiega che questa parte del regolamento non può essere applicata al caso di Ferri, respingendo quindi il ricorso. Non solo: la sentenza prevede anche la condanna ai membri dell’opposizione a pagare oltre seimila euro sia il consigliere sia alle casse del Comune di Pontremoli.
(a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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