Il Tirreno

Belen madrina della Biancaneve hot  

di Alessandra Vivoli
Belen madrina della Biancaneve hot  

Diciassettemila visitatori e 40mila foto per il progetto di Gualtiero Vanelli e Giuseppe Veneziano. A ruba le miniature

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CARRARA. Chiusura in bellezza, con una madrina di eccezione come Belen Rodriguez per quello che è stato riconosciuto come uno degli eventi più fotografati del Fuori Salone di Milano. Stiamo parlando di White Slave, di Giuseppe Veneziano e Gualtiero Vanelli, il nuovo progetto di Robot City - Italian Art Factory, azienda apuana leader nella lavorazione di alta qualità del marmo di Carrara. Il Fuori Salone è stata l’occasione per lanciare la filiera della bidimensionalità e, soprattutto, per fare ammirare un’idea davvero vincente: una Biancaneve “birichina” in versione hot con le mani legate dietro la schiena e la veste discinta che ha conquistato il pubblico. Proprio come la sua madrina: lunghi capelli sciolti, fisico mozzafiato e simpatia travolgente. Belen Rodriguez ha apprezzato la inedita Biancaneve e si è prestata a scatti ricordo con una delle opere più fotografate del Fuori Salone.
«È stato un grande successo - dichiara Gualtiero Vanelli - siamo molti contenti. Ci sono stati 17mila visitatori in 5 giorni e 40 mila foto scattate. L’occhiolino all’ingresso della istallazione ha incuriosito moltissimo il pubblico. Ci ha colpito favorevolmente il grande rispetto per la scultura, è successo proprio come quello che aveva sottolineato il professor Vittorio Sgarbi durante il vernissage».
«Siamo colpiti dall’entusiasmo che questa scultura ha portato a Milano, c’è anche la rpesnetaizoen di una filiera che parte dal bidimensionale e arriva alla scultura fino alla presenza - conclude Vanelli - Quindi l’idea era proprio quella di chiudere in bellezza».

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Grande soddisfazione anche per l’artista Giuseppe Veneziano.
«L’opera ha avuto un enorme successo di pubblico ma anche di comunicazione attraverso i media - spiega Veneziano - La cosa che mi ha sorpreso è il fatto che molti visitatori hanno sentito la necessità di fotografarla e di simulare la posizione della Biancaneve legandosi le mani. L’opera è riuscita nell’intento di trasmettere la necessità espressiva che abbiamo tutti di simularla quando un’opera ci trasmette quel sentimento. Per l’artista questa è la cosa più importante: trasmettere una sensazione e un’ emozione allo spettatore e questo è successo quasi sempre con la nostra Biancaneve. Ognuno, dopo averla ammirata, ha voluto inventarsi qualcosa per simulare una foto con la scultura».
«Molto apprezzata è stata inoltre la istallazione - continua Veneziano - quel poter entrare dal buco della serratura nel mondo privato delle fiabe e scoprire l’intimo di un personaggio amatissimo come Biancaneve in un aspetto che non conoscevamo ma che nelle noste fantasie adolescenziali forse abbiamo sempre immaginato».
«L’esperienza del Fuori Salone - conclude l’artista Veneziano - è stata magica perché ha reso possibile il confronto con tanti spettatori di nazionalità diverse. Cinesi e giapponesi hanno apprezzato moltissimo l’opera: basti pensare che sono state realizzate alcune piccole sculture di Biancaneve con la polvere di marmo e sono state tutte vendute, anche a prezzi alti. Ringrazio l’azienda Robot city di Gualtiero Vanelli e tutta la perfetta organizzazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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