Finanza
«Questa casa è una topaia»
di Francesca Vatteroni
Il racconto di un’inquilina delle case Erp di via Pucciarelli: «Non siamo nemmeno allacciati alle fogne»
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CARRARA. Non nasconde la sua disperazione Claudia Cenderelli: lei, il figlio e l’ex marito potrebbero dover tornare ad abitare nella casa popolare di via Pucciarelli, la palazzina vicina al purtroppo noto argine destro del Carrione, a suo tempo alluvionata: «Ma — protesta a gran voce la signora — la casa è marcia, è insalubre, anche prima delle alluvioni c’erano infiltrazioni ma adesso sono tornate, anzi si sono allargate ancora». La Cenderelli vive una situazione difficile: lei è senza occupazione e l’ex marito risulta invalido. Il palazzo di via Pucciarelli è vecchio: «Fu costruito per ospitare i profughi istriani negli anni del dopoguerra», ci racconta Claudia Bienaimé, consigliera comunale, che si è presa a cuore la sorte di Claudia Cenderelli e sta cercando di aiutarla.
«Abbiamo 2 gatti-racconta l’inquilina — perché altrimenti i topi entrano in casa: eravamo infestati e poi non siamo nemmeno allacciati alle fognature, così l’odore sale dal piatto doccia e dal lavandino». La situazione era già critica prima dell’alluvione del 2014, «per diverso tempo, i tombini dei pozzi neri intorno all’edificio — racconta la signora — sono rimasti aperti e rotti, finché su sollecitazione sua e di altri vicini non sono stati chiusi».
Alla signora Cenderelli venne assegnato quell’alloggio nel 2009, ma fu necessario eseguire lavori di restauro, a spese sue: «Avevo già rifiutato un alloggio che mi volevano assegnare alla Nave, sempre nella zona di Avenza, ma quando andai a vederlo, scappai via: era un covo di tossici e di sporcizia, quindi, vedendo l’alloggio di via Pucciarelli, lo accettai, cominciando però ad avviare i lavori a mie spese, perché era tutto marcio. Poi l’Erp finì i lavori ma alla bell’e meglio». L’alluvione del 2014 allagò la casa: «L’acqua entrava dal lavandino, dal piatto doccia, insomma dai sanitari, oltre che dagli infissi, perché pioveva tantissimo e gli infissi erano inadeguati — lamenta la Cenderelli — e così ci siamo ritrovati con 30 centimetri di acqua in casa».
Non potendo più restare in quell’abitazione, la Cenderelli con il figlio e l’ex marito si trasferirono per 5 mesi a Marina accollandosi un affitto fino a che non alla donna non fu assegnata una casa al San Giacomo. «Ho dovuto pulire l’impossibile: sul pianerottolo c’era di tutto, dai cartoni dove dormivano gli extracomunitari, a mutande e a siringhe» spiega accorata rivelando che anche per l’aggio nel centro storico di Carrara è stata costretta ad accollarsi 2. 000 euro di spese per la manutenzione. La Bienaimé conferma: «L’ha resa proprio una chicca, una casa accogliente anche se piccola».
Ma adesso è arrivata la lettera che invita la signora a lasciare l’appartamento al San Giacomo entro il 15 aprile per fare ritorno in via Pucciarelli: «È una casa marcia, ci sono infiltrazioni dappertutto: perché non ci assegnano un alloggio tra quelli vuoti che sono nello stesso stabile ma messi ai piani più alti, come l’appartamento in cui abitava Arouche? » chiede la Cenderelli facendo riferimento al cittadino originario del Marocco che venne sfrattato nel 2014 in quanto gli fu contestata una prolungata assenza da Carrara.
«Avevo già fatto domanda al Comune per cambiare l’alloggio perché oltretutto siamo in 3 su 43 metri quadrati e siamo, a termine di regolamento, sovraffollati, ma per tutta risposta mi sono vista retrocedere nella graduatoria del cambio alloggio” sostiene la signora.
Una ricostruzione che viene contestata da Erp: l’Ente per l’edilizia residenziale pubblica fa sapere di non essere lui a decidere l’assegnazione degli alloggi o dei cambi alloggi, ma di avere in capo solo la gestione dei lavori di manutenzione. Quanto ai 3 appartamenti liberi nell’edificio di via Pucciarelli, l’ente precisa che «per uno, l’inizio dei lavori di manutenzione è previsto tra 10 giorni, essendo già stato assegnato l’incarico alla ditta» e per gli altri due, «verranno eseguiti lavori straordinari che devono ancora essere programmati».
Intanto per martedì prossimo comunque, è previsto un incontro tra la signora Ceccarelli, l’amministratore del condominio e un rappresentante di Erp per verificare lo stato dell’appartamento. Intanto la consigliera di Carrara Bene Comune, Claudia Bienaimé, commenta: «Le case al piano terra sono malsane, sono stati fatti lavoretti ma non opere strutturali. Claudia Cenderelli ha diritto a una casa popolare adeguata alle sue esigenze».
«Abbiamo 2 gatti-racconta l’inquilina — perché altrimenti i topi entrano in casa: eravamo infestati e poi non siamo nemmeno allacciati alle fognature, così l’odore sale dal piatto doccia e dal lavandino». La situazione era già critica prima dell’alluvione del 2014, «per diverso tempo, i tombini dei pozzi neri intorno all’edificio — racconta la signora — sono rimasti aperti e rotti, finché su sollecitazione sua e di altri vicini non sono stati chiusi».
Alla signora Cenderelli venne assegnato quell’alloggio nel 2009, ma fu necessario eseguire lavori di restauro, a spese sue: «Avevo già rifiutato un alloggio che mi volevano assegnare alla Nave, sempre nella zona di Avenza, ma quando andai a vederlo, scappai via: era un covo di tossici e di sporcizia, quindi, vedendo l’alloggio di via Pucciarelli, lo accettai, cominciando però ad avviare i lavori a mie spese, perché era tutto marcio. Poi l’Erp finì i lavori ma alla bell’e meglio». L’alluvione del 2014 allagò la casa: «L’acqua entrava dal lavandino, dal piatto doccia, insomma dai sanitari, oltre che dagli infissi, perché pioveva tantissimo e gli infissi erano inadeguati — lamenta la Cenderelli — e così ci siamo ritrovati con 30 centimetri di acqua in casa».
Non potendo più restare in quell’abitazione, la Cenderelli con il figlio e l’ex marito si trasferirono per 5 mesi a Marina accollandosi un affitto fino a che non alla donna non fu assegnata una casa al San Giacomo. «Ho dovuto pulire l’impossibile: sul pianerottolo c’era di tutto, dai cartoni dove dormivano gli extracomunitari, a mutande e a siringhe» spiega accorata rivelando che anche per l’aggio nel centro storico di Carrara è stata costretta ad accollarsi 2. 000 euro di spese per la manutenzione. La Bienaimé conferma: «L’ha resa proprio una chicca, una casa accogliente anche se piccola».
Ma adesso è arrivata la lettera che invita la signora a lasciare l’appartamento al San Giacomo entro il 15 aprile per fare ritorno in via Pucciarelli: «È una casa marcia, ci sono infiltrazioni dappertutto: perché non ci assegnano un alloggio tra quelli vuoti che sono nello stesso stabile ma messi ai piani più alti, come l’appartamento in cui abitava Arouche? » chiede la Cenderelli facendo riferimento al cittadino originario del Marocco che venne sfrattato nel 2014 in quanto gli fu contestata una prolungata assenza da Carrara.
«Avevo già fatto domanda al Comune per cambiare l’alloggio perché oltretutto siamo in 3 su 43 metri quadrati e siamo, a termine di regolamento, sovraffollati, ma per tutta risposta mi sono vista retrocedere nella graduatoria del cambio alloggio” sostiene la signora.
Una ricostruzione che viene contestata da Erp: l’Ente per l’edilizia residenziale pubblica fa sapere di non essere lui a decidere l’assegnazione degli alloggi o dei cambi alloggi, ma di avere in capo solo la gestione dei lavori di manutenzione. Quanto ai 3 appartamenti liberi nell’edificio di via Pucciarelli, l’ente precisa che «per uno, l’inizio dei lavori di manutenzione è previsto tra 10 giorni, essendo già stato assegnato l’incarico alla ditta» e per gli altri due, «verranno eseguiti lavori straordinari che devono ancora essere programmati».
Intanto per martedì prossimo comunque, è previsto un incontro tra la signora Ceccarelli, l’amministratore del condominio e un rappresentante di Erp per verificare lo stato dell’appartamento. Intanto la consigliera di Carrara Bene Comune, Claudia Bienaimé, commenta: «Le case al piano terra sono malsane, sono stati fatti lavoretti ma non opere strutturali. Claudia Cenderelli ha diritto a una casa popolare adeguata alle sue esigenze».
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