Il dolore
«Incentivi a chi ristruttura e meno tasse»
Le imposte sul suolo pubblico e sulle insegne da rivedere in centro
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CARRARA. Auto che bruciano nel cuore della notte, atti vandalici e vere e proprie aggressioni, il tutto in un centro poco pulito e poco illuminato: le cronache delle ultime settimane parlano di una Carrara messa a “ferro e fuoco” da balordi e malintenzionati che sembrano ormai liberi di agire indisturbati, complici anche le strade sempre più deserte del centro storico.
Come spiega Gianpaolo Pezzica gli episodi tutt’altro che edificanti registrati negli ultimi tempi in centro?
«A Carrara vivono molti residenti che amano e rispettano la loro città. Il problema è che ormai il numero degli abitanti che vivono in condizioni di disagio, sociale ed economico, è prevalente. E questo perché, richiamati dai prezzi delle case sempre più bassi, sono arrivati in centro “inquilini” nuovo e sempre meno abbienti. Si tratta di una cittadinanza “poco qualificata”, che fa sì che il disagio si sommi al disagio» spiega l’ex presidente di circoscrizione.
«La soluzione — prosegue — è invertire questa tendenza». Come? «Servono incentivi alla ristrutturazione, come quelli che venivano erogati un tempo, per aiutare chi investe sul centro, si tratti di abitazioni private o attività».
Quanto poi al mondo del commercio, «chi resta in centro e resiste, non deve essere penalizzato. Alcuni negozianti mi raccontavano di tasse per l’occupazione del suolo pubblico esorbitanti, insostenibili» riferisce Pezzica.
Un altro caso esemplare di scarso sostegno alle attività cittadine è quello delle insegne e in particolare di quelle storiche. Sfoggiare loghi e scritte è diventato sempre più costose anche nei casi in cui si tratti di veri e propri cimeli d’epoca. «Le insegne antiche andrebbero sgravate dalle tasse.
E invece vengono stangate tanto che c’è chi di ha deciso di coprirle e rinunciarvi.
Spero che la prossima amministrazione abbia un’apertura mentale diversa da quella uscente, più favorevole al centro storico» aggiunge Pezzica.
Sì perché l’ex geometra è convinto che il cuore pulsante di una città, il suo motore, sia proprio il centro storico: «È il nucleo della vita di una comunità, senza nulla togliere alle altre zone del territorio.
Anzi, se un centro storico è vitale è anche in grado di fare da traino alle frazioni più decentrate» spiega, auspicanhdo più coesione tra i carraresi e meno polemiche.
Un esempio su tutti è quello dei cartelloni per le manifestazioni estive e le sovrapposizioni che spesso si creano tra le proposte organizzate a Carrara, a Marina o ad Avenza.
Cinzia Chiappini
Come spiega Gianpaolo Pezzica gli episodi tutt’altro che edificanti registrati negli ultimi tempi in centro?
«A Carrara vivono molti residenti che amano e rispettano la loro città. Il problema è che ormai il numero degli abitanti che vivono in condizioni di disagio, sociale ed economico, è prevalente. E questo perché, richiamati dai prezzi delle case sempre più bassi, sono arrivati in centro “inquilini” nuovo e sempre meno abbienti. Si tratta di una cittadinanza “poco qualificata”, che fa sì che il disagio si sommi al disagio» spiega l’ex presidente di circoscrizione.
«La soluzione — prosegue — è invertire questa tendenza». Come? «Servono incentivi alla ristrutturazione, come quelli che venivano erogati un tempo, per aiutare chi investe sul centro, si tratti di abitazioni private o attività».
Quanto poi al mondo del commercio, «chi resta in centro e resiste, non deve essere penalizzato. Alcuni negozianti mi raccontavano di tasse per l’occupazione del suolo pubblico esorbitanti, insostenibili» riferisce Pezzica.
Un altro caso esemplare di scarso sostegno alle attività cittadine è quello delle insegne e in particolare di quelle storiche. Sfoggiare loghi e scritte è diventato sempre più costose anche nei casi in cui si tratti di veri e propri cimeli d’epoca. «Le insegne antiche andrebbero sgravate dalle tasse.
E invece vengono stangate tanto che c’è chi di ha deciso di coprirle e rinunciarvi.
Spero che la prossima amministrazione abbia un’apertura mentale diversa da quella uscente, più favorevole al centro storico» aggiunge Pezzica.
Sì perché l’ex geometra è convinto che il cuore pulsante di una città, il suo motore, sia proprio il centro storico: «È il nucleo della vita di una comunità, senza nulla togliere alle altre zone del territorio.
Anzi, se un centro storico è vitale è anche in grado di fare da traino alle frazioni più decentrate» spiega, auspicanhdo più coesione tra i carraresi e meno polemiche.
Un esempio su tutti è quello dei cartelloni per le manifestazioni estive e le sovrapposizioni che spesso si creano tra le proposte organizzate a Carrara, a Marina o ad Avenza.
Cinzia Chiappini
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