Il Tirreno

Gianpaolo Pezzica:  «Una coop alla Padula» 

di Cinzia Chiappini
Gianpaolo Pezzica:  «Una coop alla Padula» 

L’ex presidente della circoscrizione sul rilancio della città

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CARRARA. Lui la sua città ce l’ha nel cuore, perché qui è nato e cresciuto e perché a questa comunità ha dedicato tanto tempo ed energie. Non è un caso che sia stato proprio lui, l’ultimo presidente della circoscrizione del “centro”, prima che questo genere di istituzioni fosse abolito.
E proprio in nome del suo attaccamento a Carrara, Gianpaolo Pezzica, geometra in pensione e “mazziniano” doc, non ci sta a rimanere in silenzio mentre la sua si trasforma in una «città fantasma».
«Il nostro centro storico è vittima dell’abbandono e per salvarlo bisogna riportare la gente» inizia Pezzica. A suo parere, «dal dopoguerra nessuno ha capito che il centro storico è l’anima di una città e che, se non vive quello, è un problema. Il nostro — spiega — è un territorio comunale slegato che non riesce nemmeno a mettersi d’accordo per coordinare gli eventi estivi».
Pezzica non è tipo da limitarsi alle critiche e così ecco una serie di spunti su come invertire la tendenza al declino in cui è precipitata Carrara. L’idea dell’ex presidente di circoscrizione è quella di creare un itinerario, quasi “obbligato”, per il centro storico: «L’apertura alle auto della Strada dei Marmi può essere una grande occasione. Chi arriva da quella direttrice, a monte della città, dovrebbe avere a disposizione un parcheggio: la mia proposta è costruirne uno ex novo, a due piani in grado di ospitare almeno 200 auto». La struttura potrebbe sorgere su via Conti, affacciata sul Carrione: «Da qui poi i visitatori potrebbero incamminarsi su via Vezzala, la strada più vecchia della città, e iniziare la visita di Carrara dalla Porta del Bozzo, l’unica rimasta, e attraverso piazza del Duomo, nella zona più antica del centro, iniziare a scopire la Capitale del Marmo» propone Pezzica.
Il nuovo parcheggio sarebbe un nuovo punto di partenza sia per la zona est della città, «dove hanno costruito quell’eco-mostro alla ex Montecatini, che speriamo si possa vivacizzare con l’arrivo del capolinea del bus» ma anche per quella a ovest. E qui Pezzica si dissocia dalle scelte fatte dall’amministrazione sul futuro del parco della Padula: «È una risorsa troppo a lungo trascurata e l’idea del museo di Michelangelo a Villa Fabbricotti non mi sembra in grado di rilanciarla. Meglio utilizzarla per eventi e mostre itineranti, e anche per le cerimonie nuziali, affidando la gestione della struttura a dei giovani, magari creando una cooperativa ad hoc». E se il progetto decollasse, prosegue Pezzica «si potrebbe ampliare il parcheggio a valle, quello accanto al ponte costruito nel 2002 che fu, va detto, un grande errore della politica degli anni’90». Quanto al resto del Parco, «dovrebbe essere usato per eventi ludici, concerti e magari per una programmazione di cinema all’aperto».
Creati i percorsi però si porrà il problema di come popolare Carrara visto che difficilmente i turisti apprezzeranno una città svuotata: «Iniziamo col riportare gli istituti superiori in centro, a partire dal Liceo Marconi, la scuola più frequentata, che potrebbe essere ospitata nell’edificio della Saffi» propone Pezzica che lancia l’idea di un accorpamento tra le due primarie cittadine presso la sede della Marconi, su viale Potrignano e lo spostamento degli uffici comunali situati alla Saffi a Palazzo Civico. E sempre in tema di palazzi storici, Pezzica ha le idee chiare su come utilizzare due sedi candidate alla ristrutturazione nell’ambito del Bando per le Periferie: «Palazzo Rosso dovrebbe essere destinato a sede dell’Accademia di Belle Arti. Al piano terra, dove c’era la “mia” circoscrizione” potremmo realizzare una sede permanente espositiva per l’artigianato del marmo, dove i nostri artisti potrebbero mettere in mostra e vendere i loro prodotti». Quanto all’altro edificio di pregio del centro, Palazzo Pisani, Pezzica lo utilizzerebbe come sede di un nuovo museo, riservato agli artisti carraresi del 900. «In questi giorni è in corso una mostra dedicata a Dazzi che è stato a lungo dimenticato. Riscopriamo questi maestri “nostrani” e facciamo conoscere le loro opere, sarebbe un bel regalo per i visitatori ma anche per i carraresi» conclude Giampaolo Pezzica, affatto rassegnato all’idea di lasciare la sua città a «morire di degrado».

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