Proteste
Varchi a mare, indagati il sindaco Zubbani e Mazzelli
La procura ha aperto il fascicolo dopo le indagini della Capitaneria di Porto: i primi accertamenti risalgono al 2015
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CARRARA. Il sindaco Angelo Zubbani e il dirigente a demanio e patrimonio, Alessandro Mazzelli, sono indagati per il caso dei varchi di soccorso di accesso al mare sul territorio comunale di Carrara. L’inchiesta è portata avanti dalla Capitaneria di porto di Marina di Carrara, su delega della Procura della Repubblica di Massa-Carrara (titolare è la sostituta Roberta Moramarco). L’ipotesi di reato per la quale al momento si procede è omissione di atti d'ufficio; sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Capitaneria per accettare i motivi per i quali dal 2001 i quattro varchi di soccorso previsti non sono stati rispondenti alla disciplina dettata dal piano attuativo dell'arenile; successivamente alle prime contestazioni che, come vedremo, risalgono all’anno scorso, due dei quattro varchi (ma con oltre dieci anni di ritardo...) sono stati messi a norma con le disposizioni del piano. In due di essi c’è ancora potenziale pericolo per la sicurezza dei bagnanti che frequentano le spiagge del litorale comunale carrarese.
A quanto emerge, alla base delle indagini vi è proprio la disciplina del piano dell’arenile, che prevede varchi di soccorso d’accesso al mare, al fine di consentire il transito lento di automezzi di emergenza (autoambulanze e vigili del fuoco) per una larghezza non inferiore a tre metri (un metro e mezzo per ciascuna concessione contigua); qualora la realizzazione del varco comporti la demolizione di volumetrie esistenti regolarmente autorizzate, il titolare della concessione demaniale - si spiegava nel piano dell’arenile - “potrà ottenere su richiesta lo spostamento di tali volumetrie all’interno dell’area oggetto della concessione. Sarà inoltre possibile realizzare una volumetria in ampliameto una tantum fino a un massimo di 50 metri quadrati; i varchi, individuati da apposita cartellonistica plurilingue, dovranno essere realizzati con modalità tali da essere accessibili anche a soggetti diversamente abili e mantenuti nel modo migliore e senza presentare barriere architettoniche”.
Si arriva al 2015 quando, nell’ambito delle attività di controllo demaniale del comune di Carrara, per verificare l’osservanza delle disposizioni previste al piano attuativo dell’arenile del 2001, integrato poi con la variante del 2007, il personale della Capitaneria di porto carrarese informava il Comune circa la necessità di verificare la rispondenza dei varchi di soccorso al piano; dai sopralluoghi, era emerso che gli stessi non rispettevano le disposizioni in vigore; gli investigatori ricostruiscono che a fine agosto 2015, l’amministrazione comunale carrarese riferiva che di fatto il piano dell’arenile risultava superato e che gli uffici comunali ne avevano attivato un percorso di revisione complessiva compresa la riprogettazione dei varchi. Arriviamo a marzo dell’anno scorso quando, a seguito di ulteriori accertamenti finalizzati al rispetto delle norme di sicurezza, erano stati redatti sei processi verbali di illecito amministrativo proprio per la inidoneità dei varchi d’accesso al mare per i mezzi di emergenza, nei confronti dei concessionari di altrettanti bagni; maximulte da oltre mille euro.
È passato un altro anno, e, ad oggi - come detto - si fa notare da parte del personale della Capitaneria che due dei varchi risultano ancora non conformi alle disposizioni del piano dell’arenile e quindi sono inutilizzabili ai fini della sicurezza pubblica in quanto non consentono l’accesso dei mezzi di trasporto (ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, della Capitaneria di porto ecc.).
Interpellato sulla vicenda. il sindaco ha spiegato di non esserne a conoscenza nei dettagli.
(m.b.)
A quanto emerge, alla base delle indagini vi è proprio la disciplina del piano dell’arenile, che prevede varchi di soccorso d’accesso al mare, al fine di consentire il transito lento di automezzi di emergenza (autoambulanze e vigili del fuoco) per una larghezza non inferiore a tre metri (un metro e mezzo per ciascuna concessione contigua); qualora la realizzazione del varco comporti la demolizione di volumetrie esistenti regolarmente autorizzate, il titolare della concessione demaniale - si spiegava nel piano dell’arenile - “potrà ottenere su richiesta lo spostamento di tali volumetrie all’interno dell’area oggetto della concessione. Sarà inoltre possibile realizzare una volumetria in ampliameto una tantum fino a un massimo di 50 metri quadrati; i varchi, individuati da apposita cartellonistica plurilingue, dovranno essere realizzati con modalità tali da essere accessibili anche a soggetti diversamente abili e mantenuti nel modo migliore e senza presentare barriere architettoniche”.
Si arriva al 2015 quando, nell’ambito delle attività di controllo demaniale del comune di Carrara, per verificare l’osservanza delle disposizioni previste al piano attuativo dell’arenile del 2001, integrato poi con la variante del 2007, il personale della Capitaneria di porto carrarese informava il Comune circa la necessità di verificare la rispondenza dei varchi di soccorso al piano; dai sopralluoghi, era emerso che gli stessi non rispettevano le disposizioni in vigore; gli investigatori ricostruiscono che a fine agosto 2015, l’amministrazione comunale carrarese riferiva che di fatto il piano dell’arenile risultava superato e che gli uffici comunali ne avevano attivato un percorso di revisione complessiva compresa la riprogettazione dei varchi. Arriviamo a marzo dell’anno scorso quando, a seguito di ulteriori accertamenti finalizzati al rispetto delle norme di sicurezza, erano stati redatti sei processi verbali di illecito amministrativo proprio per la inidoneità dei varchi d’accesso al mare per i mezzi di emergenza, nei confronti dei concessionari di altrettanti bagni; maximulte da oltre mille euro.
È passato un altro anno, e, ad oggi - come detto - si fa notare da parte del personale della Capitaneria che due dei varchi risultano ancora non conformi alle disposizioni del piano dell’arenile e quindi sono inutilizzabili ai fini della sicurezza pubblica in quanto non consentono l’accesso dei mezzi di trasporto (ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, della Capitaneria di porto ecc.).
Interpellato sulla vicenda. il sindaco ha spiegato di non esserne a conoscenza nei dettagli.
(m.b.)
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