Il dolore
Lo sfogo del neo segretario del pd comunale
«Io, eletto democraticamente resto fino a settembre»
MASSA. È stato appena eletto eppure c’è già chi chiede un nuovo congresso che, per lui, potrebbe significare la fina dell’incarico. Sì perché nonostante Sergio Zangolli sia stato designato alla guida...
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MASSA. È stato appena eletto eppure c’è già chi chiede un nuovo congresso che, per lui, potrebbe significare la fina dell’incarico. Sì perché nonostante Sergio Zangolli sia stato designato alla guida del Pd di Massa da nemmeno una settimana, lunedì, dopo i risultati delle convenzioni che hanno visto affermarsi a livello provinciale e anche nel comune di Massa, Matteo Renzi, alcuni esponenti di spicco del partito, tra cui l’onorevole Martina Nardi hanno auspicato una riapertura delle urne nei circoli del territorio. «È il momento di un congresso straordinario perché oggi non siamo rappresentati nelle assemblee, che anzi continuano ad essere rette da chi questa partita l’ha persa» ha dichiarato la deputata renziana.
Di parere diverso Sergio Zangolli che è arrivato alla guida del Pd di Massa da qualche giorno, dopo una consultazione straordinaria dell’assemblea innescata dalle dimissioni del suo predecessore, Adriano Tongiani, passato a Mdp: «Non ci sono le motivazioni per un nuovo congresso locale, perché il voto di domenica era incentrato sulle mozioni nazionali e non riguardava i temi territoriali» ha ribattuto Zangolli. Il segretario comunale ricorda che la sua elezione è stata decisa da un «da un comitato comunale democraticamente eletto e tutt’ora in carica» per di più con un «plebiscito di consensi». Zangolli è convinto dunque che la scadenza del suo incarico coincida con quella naturale della segreteria, fissata per il prossimo autunno: «A quel punto chi vince il congresso comunale eleggerà il suo segretario». Quanto a lui, nonostante le polemiche, sembra avere le idee molto chiare: «È mia intenzione far funzionare il partito, stimolare l’amministrazione a dare risposte ai cittadini e a portare a termine il programma elettorale» ha concluso l’ex sindacalista che sull’ipotesi di una sua ricandidatura in autunno taglia corto: «se ci sono le condizioni potrei candidarmi, vediamo da cosa nasce cosa»
Cinzia Chiappini
Di parere diverso Sergio Zangolli che è arrivato alla guida del Pd di Massa da qualche giorno, dopo una consultazione straordinaria dell’assemblea innescata dalle dimissioni del suo predecessore, Adriano Tongiani, passato a Mdp: «Non ci sono le motivazioni per un nuovo congresso locale, perché il voto di domenica era incentrato sulle mozioni nazionali e non riguardava i temi territoriali» ha ribattuto Zangolli. Il segretario comunale ricorda che la sua elezione è stata decisa da un «da un comitato comunale democraticamente eletto e tutt’ora in carica» per di più con un «plebiscito di consensi». Zangolli è convinto dunque che la scadenza del suo incarico coincida con quella naturale della segreteria, fissata per il prossimo autunno: «A quel punto chi vince il congresso comunale eleggerà il suo segretario». Quanto a lui, nonostante le polemiche, sembra avere le idee molto chiare: «È mia intenzione far funzionare il partito, stimolare l’amministrazione a dare risposte ai cittadini e a portare a termine il programma elettorale» ha concluso l’ex sindacalista che sull’ipotesi di una sua ricandidatura in autunno taglia corto: «se ci sono le condizioni potrei candidarmi, vediamo da cosa nasce cosa»
Cinzia Chiappini
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