Interrogazione in Regione sui siti inquinati
Giannarelli (capogruppo M5s) sulle aree Sin e Sir: perché le bonifiche non sono ancora partite?
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MASSA. «Quando l’inquinamento uccide da 30 anni, la responsabilità è di chi non ha saputo fermarlo: quella politica, sempre veloce nel celebrare accordi di programma con conferenze stampa incensanti, distratta nel verificare l’unica cosa che conta per i cittadini, ovvero la soluzione definitiva del problema. Con quale dignità i rappresentanti di quella politica tornano a chiedere fiducia agli elettori di Massa Carrara quando questi, da cittadini, continuano ad ammalarsi e magari morire di cancro per i ritardi della bonifica delle aree Sin e Sir?». Tanto ha detto Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Toscana, presentano un’interrogazione in Regione legata alle due aree.
«L’area Sin e Sir di Massa Carrara ha le acque di falda inquinate da 30 anni di sversamenti - continua l’esponente 5 Stelle - Lo dice Arpat, lo dicono tre piezometri su quattro installati nell’area ex Farmoplant (nonostante il tentativo di difesa di Edison), lo dice ogni analisi sul campo. Ci sono sostanze cancerogene come il tetracloroetilene che non si fermano ad inquinare la falda, ma finiscono in mare tramite il fosso del Lavello. E il drammatico bilancio per aver consentito tutto ciò da decenni riporta 1,500 ricoveri per tumori in più rispetto alle attese e 170 morti in più nella mia terra legati all’inquinamento chimico residuo».
Da qui la domanda di Giannarelli. «Perché non si è ancora attivata la bonifica necessaria? - chiede nell’interrogazione - Il ministero e la Regione hanno perso un tempo intollerabile nel definire chi ha inquinato e per legge dovrebbe procedere a restituire sul territorio i valori minimi consentiti. Quei pochi che hanno avviato la bonifica poi dilatano i tempi per dilazionare la spesa senza che nessuna istituzione abbia alzato la voce a riguardo. Come farlo del resto quando quelle istituzioni sono guidate dagli stessi gruppi politici che hanno creato le condizioni del disastro e una burocrazia farraginosa per risolverlo sulla carta più che nei fatti - conclude Giannarelli - Noi siamo portavoce dei cittadini e i cittadini di Massa Carrara vogliono subito le bonifiche, finite nel minor tempo possibile, con la massima trasparenza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«L’area Sin e Sir di Massa Carrara ha le acque di falda inquinate da 30 anni di sversamenti - continua l’esponente 5 Stelle - Lo dice Arpat, lo dicono tre piezometri su quattro installati nell’area ex Farmoplant (nonostante il tentativo di difesa di Edison), lo dice ogni analisi sul campo. Ci sono sostanze cancerogene come il tetracloroetilene che non si fermano ad inquinare la falda, ma finiscono in mare tramite il fosso del Lavello. E il drammatico bilancio per aver consentito tutto ciò da decenni riporta 1,500 ricoveri per tumori in più rispetto alle attese e 170 morti in più nella mia terra legati all’inquinamento chimico residuo».
Da qui la domanda di Giannarelli. «Perché non si è ancora attivata la bonifica necessaria? - chiede nell’interrogazione - Il ministero e la Regione hanno perso un tempo intollerabile nel definire chi ha inquinato e per legge dovrebbe procedere a restituire sul territorio i valori minimi consentiti. Quei pochi che hanno avviato la bonifica poi dilatano i tempi per dilazionare la spesa senza che nessuna istituzione abbia alzato la voce a riguardo. Come farlo del resto quando quelle istituzioni sono guidate dagli stessi gruppi politici che hanno creato le condizioni del disastro e una burocrazia farraginosa per risolverlo sulla carta più che nei fatti - conclude Giannarelli - Noi siamo portavoce dei cittadini e i cittadini di Massa Carrara vogliono subito le bonifiche, finite nel minor tempo possibile, con la massima trasparenza».
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