Attenzione
Export: vola la nautica, crolla l’industria
di Alfredo Faetti
I dati Istat elaborati dall’Isr: calo del 10 per cento in provincia con le esportazioni. Resiste la chimica, scende anche il marmo
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MASSA. Il dato provinciale non è incoraggiante, ma nasconde anche tutte le buone notizie che sono arrivate dal 2016. Perché se da una parte l’export della provincia Apuana è calato del 10 per cento rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza con quello regionale e nazionale, che invece registrano una lieve ripresa, dall’altra, ci sono settori che sembrano rinascere. La vetta è stata conquistata dalla nautica, che nel giro di un solo anno ha visto crescere il fatturato da 9 a 40 milioni di euro con le esportazioni. Qualcosa tipo il 334 per cento in più. In calo invece il mondo del marmo, ma in modo ancor più rimarcato quello del metalmeccanico, che registra un negativo di quasi il 30 per cento. È il quadro che emerge dallo studio dell’Isr (Istituto di studi e ricerche) della Camera di Commercio di Massa-Carrara sull’export 2016, elaborato sui dati Istat. Un anno poco positivo per il territorio, che ha visto svanire 207 milioni di euro per quanto riguarda le esportazioni. «È una fase di assestamento prevedibile dopo anni incredibili di crescita esponenziale» commenta speranzoso Dino Sodini della Camera di Commercio, mentre Vincenzo Tongiani, presidente Isr, vede confermare le preoccupazioni sollevate nel 2015, «quando sottolineavamo che l’andamento complessivo dell’interscambio commerciale aveva chiaramente mostrato una tendenza al peggioramento con una perdita del 9 per cento». Ogni settore, infatti, fa storia a sé.
Nautica. È la vera protagonista del 2016, qui intesa come navi e imbarcazioni. Nel giro di un anno, ha visto aumentare il fatturato di 31 milioni di euro. «Finalmente segnali incoraggianti dalla diportistica che negli ultimi anni ha sofferto tantissimo» dice Sodini. Non è un settore da poco in provincia, con 159 cantieri specializzati. «Un settore strategico» dice appunto Sodini.
Metalmeccanica. Dalla nota più alta a quella più bassa. L’indagine dell’Isr evidenza che il comparto delle macchine di impiego generale (fabbricazione di turbine, pompe ed accessori), attività svolta da una sola impresa, la Nuovo Pignone, ha registrato un calo di 329 milioni di euro per un meno 29,5 per cento annuale. Per quanto riguarda le macchine utensili (ad esempio per la lavorazione del marmo) il calo è di 39 milioni di euro (meno 13,6 per cento), mentre il comparto delle macchine speciali vedono salire il proprio fatturato export di circa il 6 per cento.
Marmo. Dividiamo il settore lapideo in due: quello già lavorato e modellato e quello grezzo. Entrambi sono negativi: il primo segna un lieve calo del 2,7 per cento, che equivale ad un valore assoluto di 10 milioni di euro; il secondo, invece, segna un negativo del 9,6 per cento. Ma su marmo vale la pena soffermarsi per vedere chi sono gli acquirenti stranieri: in testa c’è la Cina (41,1 per cento), che si mostra come il Paese leader con quasi 64 milioni di prodotto lapideo importato nel corso dell’anno; seguono l’India, la Tunisia, l’Algeria e l’Indonesia. Sono invece destinati agli Stati Uniti la maggior parte dei prodotti lapidei lavorati (46,5 per cento del totale), per un valore di circa 166 milioni di euro
Chimica. Anche qui valori alternati: i prodotti chimici di base registrano un meno 1,2 per cento, per un totale di 44 milioni di euro di vendite, a fronte del buon risultato ottenuto dagli altri prodotti chimici (più 8,3 per cento) arrivando a quasi 70 milioni di vendite.
Nautica. È la vera protagonista del 2016, qui intesa come navi e imbarcazioni. Nel giro di un anno, ha visto aumentare il fatturato di 31 milioni di euro. «Finalmente segnali incoraggianti dalla diportistica che negli ultimi anni ha sofferto tantissimo» dice Sodini. Non è un settore da poco in provincia, con 159 cantieri specializzati. «Un settore strategico» dice appunto Sodini.
Metalmeccanica. Dalla nota più alta a quella più bassa. L’indagine dell’Isr evidenza che il comparto delle macchine di impiego generale (fabbricazione di turbine, pompe ed accessori), attività svolta da una sola impresa, la Nuovo Pignone, ha registrato un calo di 329 milioni di euro per un meno 29,5 per cento annuale. Per quanto riguarda le macchine utensili (ad esempio per la lavorazione del marmo) il calo è di 39 milioni di euro (meno 13,6 per cento), mentre il comparto delle macchine speciali vedono salire il proprio fatturato export di circa il 6 per cento.
Marmo. Dividiamo il settore lapideo in due: quello già lavorato e modellato e quello grezzo. Entrambi sono negativi: il primo segna un lieve calo del 2,7 per cento, che equivale ad un valore assoluto di 10 milioni di euro; il secondo, invece, segna un negativo del 9,6 per cento. Ma su marmo vale la pena soffermarsi per vedere chi sono gli acquirenti stranieri: in testa c’è la Cina (41,1 per cento), che si mostra come il Paese leader con quasi 64 milioni di prodotto lapideo importato nel corso dell’anno; seguono l’India, la Tunisia, l’Algeria e l’Indonesia. Sono invece destinati agli Stati Uniti la maggior parte dei prodotti lapidei lavorati (46,5 per cento del totale), per un valore di circa 166 milioni di euro
Chimica. Anche qui valori alternati: i prodotti chimici di base registrano un meno 1,2 per cento, per un totale di 44 milioni di euro di vendite, a fronte del buon risultato ottenuto dagli altri prodotti chimici (più 8,3 per cento) arrivando a quasi 70 milioni di vendite.
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