Finanza
Così Biancaneve è “birichina”
Il personaggio delle fiabe reinterpretato da Veneziano e Gualtiero Vanelli
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CARRARA. Una Biancaneve che con quella delle favole ha davvero poco a che vedere. E che è diventata uno degli oggetti cult dell’ultimo Fuorti Salone.
Il volto, l’acconciatura e il fiocco in testa sono uguali, ma Biancaneve esce dalla fiaba per raccontare un’altra storia: smaliziata, guarda il visitatore negli occhi e si rende protagonista di un gioco sensuale in cui, a dispetto del titolo e dei lacci ai polsi, fa da padrona. L’atmosfera è tutta da fiaba: Il visitatore può raggiungere Biancaneve attraversando una soglia fantastica: l’ingresso prende la forma di un buco della serratura e dà accesso a una dimensione intima in cui lo spettatore deve “farsi piccolo” per potere entrare nel contemporaneo Paese delle Meraviglie al cospetto della più bella del reame.
Questa è White Slave, di Giuseppe Veneziano e ideato da Gualtiero Vanelli, il nuovo progetto di Robot City — Italian Art Factory, azienda italiana leader nella lavorazione di alta qualità del marmo di Carrara, in occasione del Fuori Salone. Gualtiero Vanelli è l’imprenditore di Robot City che ha avuto modo di intervistare quest’estate in occasione dell’inaugurazione del Nikky Beach.
White Slave è un progetto di trasposizione linguistica che mette in relazione due opere di Veneziano: una scultura in marmo statuario di Carrara realizzata da un unico blocco di marmo nei laboratori di Robot City e il dipinto da cui è stata tratta. Robot City si avvale di altissima tecnologia e processi robotizzati in sinergia con la più attenta ed esperta manualità dei maestri artigiani e permette alle opere di vivere una nuova realtà, con White Slave il quadro si trasforma in scultura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il volto, l’acconciatura e il fiocco in testa sono uguali, ma Biancaneve esce dalla fiaba per raccontare un’altra storia: smaliziata, guarda il visitatore negli occhi e si rende protagonista di un gioco sensuale in cui, a dispetto del titolo e dei lacci ai polsi, fa da padrona. L’atmosfera è tutta da fiaba: Il visitatore può raggiungere Biancaneve attraversando una soglia fantastica: l’ingresso prende la forma di un buco della serratura e dà accesso a una dimensione intima in cui lo spettatore deve “farsi piccolo” per potere entrare nel contemporaneo Paese delle Meraviglie al cospetto della più bella del reame.
Questa è White Slave, di Giuseppe Veneziano e ideato da Gualtiero Vanelli, il nuovo progetto di Robot City — Italian Art Factory, azienda italiana leader nella lavorazione di alta qualità del marmo di Carrara, in occasione del Fuori Salone. Gualtiero Vanelli è l’imprenditore di Robot City che ha avuto modo di intervistare quest’estate in occasione dell’inaugurazione del Nikky Beach.
White Slave è un progetto di trasposizione linguistica che mette in relazione due opere di Veneziano: una scultura in marmo statuario di Carrara realizzata da un unico blocco di marmo nei laboratori di Robot City e il dipinto da cui è stata tratta. Robot City si avvale di altissima tecnologia e processi robotizzati in sinergia con la più attenta ed esperta manualità dei maestri artigiani e permette alle opere di vivere una nuova realtà, con White Slave il quadro si trasforma in scultura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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