Il Tirreno

«Sanità, ci sentiamo presi in giro»

«Sanità, ci sentiamo presi in giro»

L’ultimatum del Comitato Primo Soccorso e Urgenze ad Asl e Comune: «Ecco perché scendiamo in piazza»

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CARRARA. Il comitato Primo Soccorso e Urgenza di Carrara scalda i motori e in attesa del presidio di giovedì mattina a Marina (vedi articolo a parte) ribadisce le priorità della sua battaglia.

«Lasciare un comune di 65.000 abitanti senza neppure un minimo di assistenza sanitaria come quella offerta da un primo soccorso è vergognoso» attaccano dal comitato ricordando che «dopo la perdita del nostro ospedale, ridotto ad un insieme di semplici ambulatori specialistici, dopo tutta la serie di problemi nati dalla creazione del Noa - legati soprattutto dalla realizzazione di un unico Pronto Soccorso per tutta la zona costiera della nostra provincia - adesso Carrara, secondo i piani dell'Asl verrebbe ulteriormente depauperata e lasciata nel più completo abbandono».

Il comitato cita la «dichiarazione della dirigenza che ritiene inutile il Primo Soccorso a Carrara, cercando subdolamente di accreditare l'idea che il Comitato stia chiedendo un Pronto Soccorso: niente di più falso! Sappiamo bene la differenza e abbiamo sempre e solo chiesto un Primo soccorso, affiancato dal Punto di Emergenza Territoriale, il 118, all'interno di una Casa della Salute di tipo complesso in regime h24 situata all'interno del Monoblocco nei locali dell'ex Pronto Soccorso». A questo punto gli attivisti “allegano” la definizione che la Regione Toscana da di queste strutture, ovvero «servizi medici istituiti per rispondere a urgenze non gravi, in cui sono presenti almeno un Medico e un Infermiere, dove il cittadino può rivolgersi gratuitamente per la risoluzione di disturbi di lieve entità, insorti improvvisamente, che di norma non necessitano di accertamenti diagnostici complessi».

Quello che è stato aperto a Carrara, proseguono dal Comitato è solo un «piccolo ambulatorio di continuità assistenziale, un servizio del tutto inefficace perché non attrezzato e non collegato alla radiologia e alla specialistica del Monoblocco». Secondo “Primo soccorso e urgenze” l’azienda sanitaria dunque «non ha rispettato i patti» nè la petizione sottoscritta da 12.000 cittadini.

Ma la battaglia del comitato non si limita al Primo soccorso: «Un intero comune è stato lasciato senza Case della Salute, ad Avenza non esiste ancora un progetto definitivo. Ci è stato impedito di far nascere i nostri figli "carrarini" adesso ci è stato tolto anche il diritto di morire "carrarini" con l'obitorio annesso al Noa. Non si tratta di banali campanilismi ormai anacronistici; il comune di Carrara ha una popolazione di 63.000 abitanti contro i 69.000 di Massa. È fuori dubbio - osservano dal comitato - che ci sia uno sbilanciamento nella distribuzione di servizi sanitari tra le due città. I soggetti responsabili di tutto sono complici del fallimento della sanità apuana».

E qui scatta l’ultimatum del comitato: «Sono finiti i tempi dei dialoghi, degli incontri istituzionali. Ci sentiamo presi in giro dall'Asl e abbandonati da un'amministrazione incapace di far valere il diritto alla salute dei suoi cittadini e prona ai voleri dei partiti. È impensabile continuare a dialogare con chi gioca sulla pelle di un intero territorio».

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