Il dolore
Gli rubano in casa ed è lui che finisce a processo
MULAZZO. Aveva subito il furto di due pistole che custodiva in casa e aveva sporto regolare denuncia ai carabinieri. I militari, però, dopo un sopralluogo non avevano riscontrato alcun segno di...
MULAZZO. Aveva subito il furto di due pistole che custodiva in casa e aveva sporto regolare denuncia ai carabinieri. I militari, però, dopo un sopralluogo non avevano riscontrato alcun segno di effrazione e così lo avevano denunciato per simulazione di reato. e dopo una rapida indagine l’uomo, una guardia giurata che all’epoca dei fatti abitava a Santo Stefano Magra e che da un paio di anni si è trasferito a Mulazzo, è finito a processo. Rischiava di essere condannato, ma il suo legale, l’avvocato Alessandro Ravani, è riuscito a dimostrare che in effetti i ladri potevano essere passati dal terrazzo condominiale. Anche perché la porta era senza serratura e quindi i malintenzionati potevano passare di lì. Non solo, la guardia giurata quel giorno aveva lasciato anche la finestra aperta, forte del fatto di abitare all’ultimo piano. «Un ladro particolarmente acrobatico poteva calarsi ed entrare nell’appartamento. Ecco perché non sono stati trovati i segni di effrazione». Il comandante della stazione dei carabinieri che si è occupato della vicenda, un luogotenente, ha ammesso di non aver controllato il terrazzo e quindi di non aver visto se la porta del terrazzo era aperta o meno. E qui l’arringa di Ravani ha trovato terreno fertile: insomma la simulazione di reato non c’era perché il suo assistito quel furto lo aveva subito veramente perché chi è entrato a casa sua lo ha fatto senza lasciare segni, grazie agli infissi che non erano stati chiusi. E il giudice del tribunale di La Spezia ha dato ragione all’avvocato, assolvendo la guardia giurata perché il fatto non sussiste, ovvero con la formula piena. Le pistole erano davvero sparite e la sua denuncia era veritiera e doverosa.
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