Il dolore
Far West nel mega yacht assolta la giovane hostess
La donna era sotto accusa per danneggiamento di arredi della imbarcazione «Il comandante ha avuto un approccio pesante con me, io ho solo reagito»
CARRARA. Il danneggiamento degli arredi del lussuoso yacht ormeggiato nelle acque della Costa Azzurra non sono stati “volontari” ma provocati da un diverbio, degenerato in quasi rissa. La hostess, sotto accusa per aver infranto 40 calici di cristallo, un monitor e altri arredi dell’imbarcazione. è stata quindi ritenuta non punibile dal tribunale di Grasse.
Una disavventura finita bene anche grazie all’intervento dell’avvocato Enrico Di Martino che ha tutelato la hostess finita sotto accusa.
Adesso, dopo l’assoluzione, è proprio la giovane donna a raccontare l’accaduto.
«Io ero a bordo di quello yacht per accompagnare gli ospiti e intrattenermi con loro a cena. Il comandante ha avuto un atteggiamento molto esplicito con me, pretendendo di andare oltre. A quel punto mi sono ribellata, ed è durante una sorta di collutazione che sono andati in frantumi in quaranta calici di cristallo».
Parla Vanessa (per esigenze di privacy e di lavoro la donna non vuole dichiarare il cognome) la hostess di origini liguri ma residente da tempo a Marina di Carrara protagonista della disavventura a largo di Cannes che l’ha portata a difendersi in tribunale a Grasse dall’accusa di danneggiamento.
Un metro e settantatrè di altezza, lunghi capelli castani e occhi verdi, Vanessa si è presentata in abito da sera sullimbarcazione ancorata a largo della Croisette. Una serata di gala come tante altre fino a quando il comandante, di orgini algerine, non ha cominciato ad approcciarsi, “in modo pesante” sostiene lei, alla hostess.
«È andato oltre i normali rapporti di lavoro - sostiene Vanessa - e ha cominciato a spintonarmi, è stato proprio in quel momento che sono andati in pezzo i calici di cristallo, non sono stata io a romperli. Lo stesso discorso vale per il monitor, lui mi veniva addosso, io cercavo di allontanarlo: ne è nata quasi una colluttazione nel corso della quale ci sono stati i danni». «Potrei essere io a sporgere denuncia - conclude - ma ringrazio il mio avvocato e per me la vicenda finisce qui».
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