Trasporti
«Serve un’area di crisi complessa»
Il sindacato: «È l’unica strada per una vera reindustrializzazione»
MASSA. La Cisl e Fim Cisl Toscana Nord Massa Carrara rivendicano la loro non partecipazione allo sciopero provinciale proclamato in occasione della manifestazione per Rational. «La scelta fatta con lucidità dalla Fim a fronte di notizie incomplete, e che si sono poi rivelate strumentali da parte aziendale, ora sarà compresa anche da chi l'ha criticata giudicandola sommariamente e forse facendo maggiore attenzione ad istanze politiche di base che non all'unità sindacale della vertenza». La Fim non aveva partecipato all'assemblea dei lavoratori di un paio di settimane fa né al corteo perché «a conoscenza delle decisioni a mezzo stampa senza confronti» aveva spiegato il sindacato precisando che «se si decide senza la Fim poi si deve anche fare senza la Fim». Aveva lanciato accuse di «protagonismi individuali senza aver cercato la più ampia coesione tra tutti i soggetti utili a risolvere l'ennesima crisi industriale». Ed oggi la Cisl è convinta più che mai di non aver preso parte alla mobilitazione: «Abbiamo sempre sostenuto che i circa 300 mila euro di debito verso la banca non potevano che essere la punta dell'iceberg di una situazione economico e finanziaria ben più drammatica», scrive il sindacato in una nota. «La stessa proprietà ha ammesso l'impossibilità, in qualsiasi caso, a proseguire l'attività di fatto annullando gli sforzi di chi si è speso per ottenere, sicuramente in buona fede, questi incontri convinto che sarebbero bastati per risolvere la vertenza. É chiaro che ci troviamo di fronte all'ennesimo dramma occupazionale e le maestranze Rational purtroppo pagano il conto di chi in questi anni non è riuscito a mantenere l'azienda competitiva sul mercato». A conoscenza degli ultimi avvenimenti, la Fim Cisl torna a fare un ragionamento più ampio: «Se veramente vogliamo provare a portare risultati in questa provincia e non solo chiacchiere, dobbiamo chiedere con forza e all'unisono che Massa-Carrara venga riconosciuta come area di crisi complessa e non semplice. É l' unica strada percorribile per creare le basi di una reindustrializzazione e per dare risposte concrete a tutti i lavoratori che in questi anni hanno perso il posto di lavoro a causa di delocalizzazioni o fallimenti aziendali». La Cisl ricorda che dal 2008 in poi ha sempre sostenuto battaglie per i lavoratori, perse per incapacità del territorio. «Riprendiamo il percorso di rivendicazione di tale obiettivo, che ormai troppe volte è partito ma mai arrivato a destinazione». Infine, un commento anche sulla proposta della proprietà Rational di creare una NewCo per provare a ripartire da zero: «Come sindacato abbiamo gestito partite simili sia in passato sia recentemente, ma spesso con risultati non certo esaltanti ed in questo caso le premesse non appaiono delle migliori».
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