Il dolore
MIO PADRE? UN POLITICO UOMO
di NICOLA MARCHETTI* Non sono stato un figlio "facile", ma con un padre del genere era davvero dura competere. Cercando di mettere in ordine i vari pezzi del suo archivio, mi sono imbattuto in...
di NICOLA MARCHETTI*
Non sono stato un figlio "facile", ma con un padre del genere era davvero dura competere. Cercando di mettere in ordine i vari pezzi del suo archivio, mi sono imbattuto in momenti e documenti. Politica, filosofia e giurisprudenza, ma anche letteratura sopraffina, atti, convegni. Amava leggere in francese e tedesco, ultimamente in spagnolo (colpa mia, lo ammetto). Voleva scrivere un'autobiografia politica, per questo mi aveva permesso di mettere il naso nel suo regno. Non poteva muoversi, dovevo farlo io. Non era uno che si incensasse: nello studio ci sono poche foto, per trovare quella che sta con Pertini ho faticato parecchio, ma ne ho trovata una che non avevo mai visto. 1980: Bologna. Io e lui, avevo nove anni. La strage l'avevano fatta qualche settimana prima: era la festa nazionale dell'Unità.
Un'autobiografia politica che avrebbe raccontato molto della storia di Carrara, soprattutto a chi la storia non la conosce o la cita a caso.
Un anno fa, quando le sue condizioni fisiche si sono aggravate, stava terminando un libro sui beni estimati. Diceva: "Glieli spiego, anche se tanto non capiscono". Era fatto così: non poteva stare senza leggere/scrivere. Non mollava il punto: mai. Io, che sono il suo editore, impazzivo: ho sul computer un libro di seicento pagine su Berlusconi, un altro su Vizzardelli, quello sui Beni estimati e voleva fare un'autobiografia. E, dopo, finalmente, un romanzo. E stava male, perché sentiva che la candela si stava consumando, che le cose diventavano difficili, che apprezzava sempre meno i "parlatori" di politica. Lui, che la politica l'ha masticata davvero. Inarrivabile. È stato magico lo scorso 4 dicembre vederlo sorridere al risultato del Referendum. Con quello sguardo che io e mia sorella ci portiamo addosso. Mi ha detto: si ricomincia. Glielo devo. Il resto lo ha scritto su svariati libri.. Non è stato solo un uomo politico, ma un politico uomo. E poi guardava sempre mia mamma, la donna più bella del mondo, con quegli occhi lì.
Ciao Pa.
*Nicola, giornalista e editore, è uno dei due figli del senatore
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