Sicurezza
Lotta alla violenza di genere anche i medici nel protocollo
L’Ordine ha aderito al documento della Prefettura: pronti a sensibilizzare «Fenomeno sommerso che si verifica soprattutto in casa e nel fine settimana»
MASSA. La Prefettura di Massa Carrara e l’Ordine dei Medici di Massa Carrara firmano il protocollo di intesa per «la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere, della violenza intra-familiare, della violenza assistita, degli atti persecutori e la promozione ed attuazione di programmi di sostegno delle vittime». Il documento è stato sottoscritto dal prefetto Enrico Ricci e da Mario Battistini, vicepresidente dell’Ordine dei Medici provinciale, sottolineando che si concentra sulla violenza di genere, ma sono tutti i soggetti più fragili a subire abusi e maltrattamenti: i minori, gli anziani, persone diversamente abili.
Gli episodi di violenza sono molto diffusi nella provincia apuana e ci sono casi quasi ogni giorno; difficile fornire dei numeri, anche per gli addetti ai lavori, perché «è un fenomeno sommerso" spiega Battistini aggiungendo che «vengono evidenziati solo i casi eclatanti, ma ce ne sono molti che le donne non hanno il coraggio di denunciare. L’ostacolo più grande per loro è il futuro: si chiedono dove possono vivere, chi si prenderà cura dei loro figli o chi darà loro da mangiare e queste domande le bloccano».
La maggior parte dei casi di violenza si verifica tra le mura familiari e c’è una frequenza maggiore durante il fine settimana quando si accumula lo stress dei giorni precedenti ed entra in gioco anche il fattore alcool. Per questo diventa importante l’aiuto dei medici di base, ma non solo; saranno coinvolti medici professionisti come odontoiatri, visto che spesso le vittime di violenza riportano lesioni all’apparato dentario, e i ginecologi, in particolare per il fenomeno mutilazioni genitali che riguarda soprattutto le donne musulmane.
I medici sono coperti dal segreto professionale quindi non potranno denunciare episodi senza il consenso delle donne, ma svolgeranno un’opera di sensibilizzazione; in quest’ottica l’Ordine provinciale sta organizzando corsi di formazione per i medici di base, i primi a venire a conoscenza di quanto accade alle pazienti e che con loro hanno un rapporto di fiducia. «L’Ordine dei Medici ha una presenza capillare sul territorio - recita il protocollo di intesa - e quindi la potenziale capacità di rilevazione di situazioni a rischio violenza e conseguente possibilità di avvicinamento della vittima ai percorsi di sostegno, mediante l’attivazione della rete antiviolenza».
Il prefetto Ricci si è detto «soddisfatto perché si allarga la rete dei soggetti che aderiscono al protocollo contro la violenza di genere; i medici vedono i segni sul corpo, riconoscono i malesseri delle pazienti e possono rilevare il problema invitando le donne alla denuncia e tutelandole». «Forniremo loro le informazioni necessarie per rivolgersi ai centri di ascolto e sostegno», ha aggiunto Battistini. Il documento era già stato sottoscritto il 15 luglio 2015 tra Prefettura, Provincia di Massa Carrara, Comuni di Massa, Carrara, Montignoso, il Tribunale di Massa, la Procura di Massa Carrara, l’Ufficio Scolastico provinciale, la Asl di Massa Carrara, Società della Salute della Lunigiana, Forze dell'ordine, centri antiviolenza e associazioni che si occupano di ascolto e sostegno.
Lo scorso anno aveva aderito l’Ordine dei farmacisti ed ora si aggiungono i medici.
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