Il Tirreno

L’addio a Marchetti, il suo motto: le cave a chi le lavora

di Cinzia Chiappini
L’addio a Marchetti, il suo motto: le cave a chi le lavora

Fu sindaco per quattro anni e poi senatore comunista Un suo emendamento fruttò milioni alle casse del Comune

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CARRARA. La sua frase più celebre, «le cave a chi le lavora» la pronunciò quando era già sindaco di Carrara ma la sua carriera politica, lui ci teneva a dirlo, era iniziata molto ma molto prima perchè ripeteva, «i politici non spuntano dal giorno alla notte come i funghi».

E lui, consigliere regionale, primo cittadino e senatore, in effetti, rappresentava l’incarnazione vivente di questo principio, avendo iniziato con la politica a soli 16 anni. Un impegno che ha portato avanti ininterrottamente e incessantemente per 64 anni, senza “ferie” e senza alcun “ritiro per sopraggiunti” limiti di età, fino a giovedì sera, quando si è spento nella sua amatissima casa di Torano, stretto tra i suoi affetti più cari.

Fausto Marchetti, sindaco di Carrara dal 1987 al 1991 e senatore dal 1992 al 2001, se lo sentiva che il suo percorso era agli sgoccioli tanto che, negli ultimi giorni, era solito ripetere alla moglie Vittoria Lucchesie ai figli Lucia e Nicola, «questa partita sta finendo» con un’espressione che tradiva la sua passione per il calcio, ereditata dal padre ma sconosciuta ai più.

E questo perchè Marchetti per i carraresi è sempre stato e sempre sarà prima di tutto un politico, un sindaco e un senatore. Una figura importante non solo per la città ma anche per la storia della sinistra italiana, che ha attraversato nei suoi momenti più delicati.

Brillante avvocato laureatosi giovanissimo, un passaggio da associato all'Università, aveva iniziato a fare politica nel Psi a sedici anni, diventandone prima consigliere e poi assessore in Comune e Provincia. Fondato il Psiup, sfiorò l'elezione alla camera neanche trentenne.

Nel 1971 approdò al Pci e dal 1975 al 1985 sarà l'ultimo consigliere regionale di Carrara eletto sotto l’egida della falce e martello.

Rientrato in Consiglio comunale, viene eletto Sindaco due volte: la prima nel 1987, la seconda nel 1989 fino al 1991 quando si dimise per la svolta di Achille Occhetto e contribuì a inventare Rifondazione Comunista. Fu lui dunque il primo sindaco a essere eletto per due volte consecutivamente salvo poi, a differenza del suo successore Angelo Zubbani, non portare a termine il secondo mandato.

Catalizzatore di voti ineguagliabile, nel 1992 fu eletto Senatore della Repubblica per Rifondazione comunista e confermato nel '96 e nel '98.

Per quanto riguarda l’attività di primo cittadino, Marchetti sarà ricordato sicuramente come il “padre” del Regolamento degli Agri Marmiferi e uno degli “inventori” della Internazionale Marmi e Macchine.

A livello parlamentare fu vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali e Segretario della Bicamerale presieduto da Massimo D'Alema (tra i primi in queste ore a manifestare le condoglianze alla famiglia).

Una carriera di livello assoluto che gli è valsa nel 2010 la prima Benemerenza da parte del comune di Carrara. Anche se, chi gli è stato davvero vicino, racconta che «il "gol" più bello per Carrara, è quello che segnò nel 1994 al Governo Berlusconi quando grazie a un suo emendamento Piazza Due Giugno acquisì il diritto di recuperare diversi milioni di euro dal settore lapideo».

Intellettuale finissimo e lettore accanito lascia una biblioteca con oltre diecimila titoli e un archivio personale impressionante.

Nel 2001 quando decise di andare in pensione - ma solo “formalmente”- iniziò una seconda vita come quotato autore di saggi politici realizzando tre libri di diritto minerario che restano punti di riferimento per Università e studiosi.

«Sei stato e resterai un punto di riferimento per più generazioni di militanti e dirigenti dell'ormai frastagliato arcipelago della sinistra. Perché anche quando le nostre strade si sono divise, mai hai fatto venire meno la stima e la cordialità nei rapporti interpersonali»: Fabio Evangelisti, ex parlamentare, ricorda così in una lettera aperta il senatore Marchetti, con il quale ha condiviso un lungo tratto del suo percorso politico. «Ho ancora in mente il giudizio di Massimo D'Alema ai tempi della Bicamerale per le riforme: "...il migliore dei commissari? Il Senatore Fausto Marchetti, senza dubbio» ricorda Evangelisti che all’ex sindaco rivolge un doppio grazie, «come uomo e come intelligenza politica».

Le esequie di Fausto Marchetti si terranno oggi alle 15 partendo da Torano per raggiungere il cimitero di Marcognano, a pochi passi dalla casa di famiglia del Senatore.

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