Il Tirreno

Ex cementificio, al via la demolizione ma è polemica

di Riccardo Sordi
Ex cementificio, al via la demolizione ma è polemica

I residenti della zona: non siamo stati informati di nulla «I lavori sollevano molta polvere, vogliamo dei controlli»

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PONTREMOLI. «Vogliamo chiarezza su cosa sta succedendo all'ex Cementifico Sacci». Questo è l'appello che rivolgono all'amministrazione comunale gli abitanti che risiedono nei pressi della fatiscente struttura che si trova a Porta Fiorentina. Sono infatti recentemente iniziati i lavori di abbattimento della struttura (lavori che dovrebbero durare circa tre mesi) che fa "brutta mostra" di sé quasi al centro tra due straordinarie bellezze di Pontremoli come il centro storico e la SS. Annunziata. Un atto importante visto che segna un passo fondamentale per il recupero di quest'area disMessa che fino agli anni '70 dava lavoro a diverse decine di pontremolesi (e non solo). Un percorso travagliato quello della Cementi che da decenni attende una soluzione. E che sembra aver preso la «dritta via» dopo che la ditta Aura Manghi di Fontanellato ha acquistato l'area nel novembre del 2014 con un'offerta di 158.534 euro. Dopo un lungo iter burocratico e un sopralluogo svolto da Arpat lo scorso aprile, in cui le analisi non avrebbero rilevato anomalie particolari, si è passati ora alla fase di demolizione. Ma dai cittadini vengono molte perplessità e paure. E la prima chiama in causa il silenzio con cui si è dato il via all'opera «non siamo stati informati di niente. Né quando sono partiti i lavori, né, per il momento, quando si conta di concluderli. E non c'è stata data alcuna informazione se bisogna adottare qualche comportamento di sicurezza, ad esempio se è opportuno o meno tenere le finestre chiuse anche perché di polvere, durante i lavori di demolizione, se ne alza molta». E la domanda successiva riguardava proprio quella polvere: è possibile che sia in qualche modo nociva? «Oggi nel realizzare il cemento si usano materie non dannose per l'uomo. Ma una volta non era così e non era infrequente che il cemento contenesse il cromo esavalente (elemento che può causare tumore al polmone). Sono state fatte analisi al cemento della struttura per conoscerne con esattezza la composizione?» Ma non solo il cemento gli abitanti della zona vorrebbero essere tranquillizzati anche sulla salute dell'aria «l'Arpat ci ha rassicurati dicendo che tutto andava bene. Ma crediamo che sarebbe opportuno che si pensasse a realizzare dei controlli sulla qualità dell'aria anche durante i lavori e ad opera finita, così da essere davvero tranquilli sull'aria che respiriamo». Ritornando invece alle polveri gli abitanti sottolineano come i cannoni nebulizzatori non riescano a pieno nel loro compito di limitare l'alzarsi di nubi di polvere «ne usano uno o due, in realtà ne servirebbero quattro o cinque per essere davvero efficaci. Non è raro il caso che si alzi un polverone che si vede sin dall'altro lato della città e che oltretutto crea dei rischi per la circolazione delle vetture visto che la struttura affianca proprio la Statale». Ed altre domande sorgono sulla questione dell'amianto «sappiamo che l'area è già stata bonificata dall'amianto. Ma anche in questo caso nessuno ci ha comunicato niente. Quando sono stati fatti i lavori, chi ha portato via l'amianto chi ha proceduto allo smaltimento? Ci sarebbe piaciuto che il sindaco, che è la massima autorità sanitaria, ci informasse preventivamente anche su questo aspetto». «Da parte nostra - sottolineano - non c'è alcuna volontà polemica ma solamente quella di avere delle rassicurazioni visto che c'è in ballo la salute nostra e dei nostri famigliari». Tematiche a cui, in parte, aveva già risposto il capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri nel corso dell'ultimo consiglio comunale, assicurando che gli interventi dell'impresa sono regolarmente autorizzati e indicati anche dalla Conferenza dei Servizi sotto il controllo ed il monitoraggio di Arpate Provincia oltre che del Comune. Concetti che aveva manifestato in precedenza dal vicesindaco Manuel Buttini «tutti gli interventi seguono le prescrizioni indicate che l'impresa edile deve adottare» oltre che l'ingegnere Roberto Bertolini dell'ufficio tecnico comunale «il nostro ufficio controlla quotidianamente le fase degli interventi che sono stati programmati dall'impresa e già vagliati dalla Regione Toscana. Il progetto è complesso ma il Comune vigila».

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