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MASSA. Il consiglio comunale di Massa ha approvato il bilancio di previsione 2017. Sette i no, i consiglieri 5 Stelle Luana Mencarelli e Riccardo Ricciardi, Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini e Andrea...
MASSA. Il consiglio comunale di Massa ha approvato il bilancio di previsione 2017. Sette i no, i consiglieri 5 Stelle Luana Mencarelli e Riccardo Ricciardi, Fabrizio Brizzi, Carmen Menchini e Andrea Ofretti degli Arancioni, Stefano Caruso (Toscana Attiva- Direzione Italia) e Stefano Benedetti di Forza Italia; un solo consigliere si è astenuto, Nicola Cavazzuti di Rifondazione Comunista, mentre diciannove sono stati i sì della maggioranza, il numero più alto raggiunto in queste due sedute di consiglio comunale. «E' un buon bilancio- ha commentato a margine il sindaco di Massa Alessandro Volpi - considerando quello che succede ad altri comuni limitrofi, che non riescono ad approvare i loro bilanci ed hanno seri problemi con i revisori dei conti; il nostro, invece, è sano e senza ombre di nessun genere».
Il bilancio di previsione del comune di Massa vale in totale 167 milioni di euro, di cui però le entrate effettive si riducono a 87 milioni (73 dalla spesa corrente, 10 in conto capitale e 4 di rimborsi mutui). Da sottolineare, anche quest’anno, il prelievo dello Stato, quasi forzoso, di 4,2 milioni di euro. «Consiglierei a qualche consigliere di andare a leggere per bene il bilancio e di evitare di dire cose gravissime e non vere - aggiunge l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili, riferendosi alle accuse degli Arancioni in merito ad un bilancio definito fasullo - se hanno dubbi sulla validità dei conti vadano in Procura, altrimenti imparino a comprendere i numeri, cosa che dovrebbero già aver saputo fare, visto che sono lì da decenni. Vorrei anche ricordare che nessuna lettera di ministro può sostituire la documentazione necessaria perché una cifra venga messa a bilancio». Rutili ribadisce che i revisori dei conti hanno dato parere positivo alla previsione 2017 e che non ci sono «entrate incerte», ma solo entrate previste, che possono essere corrette successivamente con variazioni di bilancio, come prevede la legge.
Il bilancio di previsione 2017 è stato il primo atto discusso all’interno di un nuovo consiglio comunale, per la presenza del gruppo Articolo Uno (Mdp), fuoriuscito dal Pd. E, politicamente, la differenza si è vista e sentita. L’impressione è stata quella di una maggioranza da una parte più libera (Mdp ha chiesto, ad esempio, di rivedere il piano dei rifiuti e del porta a porta, e ha contestato la soglia dei 200 euro per la rateizzazione delle bollette alle famiglie indigenti), dall’altra più discontinua. Il sindaco non ha avuto sempre tutti numeri dalla sua parte: giovedì pomeriggio è mancato il numero legale e venerdì mattina è stato necessario richiamare il consigliere Matteo Paci, assente da mesi in consiglio, per evitare che la seduta andasse deserta all’apertura: «Ci prendiamo questa responsabilità- commenta Ricciardi dei 5 Stelle- Paci che è stato eletto grazie ai 5 Stelle, ma non ne fa più parte da tempo, è di fatto una stampella di questa maggioranza; hanno portato a casa atti importantissimi con soli dieci consiglieri; il Pd è senza un capogruppo, quindi senza una guida, e tutti chiedono una riflessione politica, dopo la nascita di Articolo Uno, soltanto per recuperare posti e poltrone, perché pensano non sia giusto che un gruppo appena costituito mantenga presidente del consiglio e vicesindaco. Per approvare questo bilancio sono accadute cose di un livello bassissimo». «Questa maggioranza non è in grado di andare avanti- ha detto la consigliera Carmen Menchini, ribadendo il suo voto contrario al bilancio - il provvedimento sulla Cosap non ha ottenuto neanche un terzo dei voti favorevoli; Rifondazione, che dovrebbe stare all’opposizione, continua ad occupare di fatto il posto in maggioranza e lo dimostrano le sue votazioni in consiglio; il piano di investimenti per noi rimane non realistico e continuiamo a credere che i soldi del governo per il palazzetto dello sport, non stanziati a bilancio, serviranno a coprire a pioggia investimenti durante la prossima campana elettorale».
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