Sicurezza
Carrefour, l’Ugl: «Meglio aspettare»
Il segretario provinciale Vannucci dopo l’incontro a Roma: «Incentivi insufficienti, ai lavoratori diciamo di rimanere»
MASSA. Si comincia a disegnare il futuro dei lavoratori Carrefour e non si può dire che il meteo preveda schiarite. Almeno, non a breve. Il colosso francese sta continuando le trattative a livello nazionale con i sindacati, l’ultima il 29 marzo, e ha ribadito la sua intenzione di procedere con l’offerta della mobilità non oppositiva invece di quella coattiva. Tradotto dal “contrattese”: «Non vi licenziamo se ve ne andate». E spunta l’incentivo economico.
Questo è il piano previsto per tutta la rete, ma la trattativa secondaria, quella nelle varie sedi, Massa compresa, è ancora tutta da fare. L’azienda infatti ha aperto due tipi di mobilità: una per chi ha dei contratti di solidarietà e l’altra per chi non li ha. Massa rientra nella prima categoria. Il che vuol dire, almeno teoricamente, che ha più tempo perché la mannai dei licenziamenti si abbatta sui suoi dipendenti.
La scadenza naturale del contratto di solidarietà infatti è prevista per il marzo del 2018 e fino ad allora non dovrebbero esserci grandi mutamenti.
Per chi deciderà di accettare il licenziamento volontario l’azienda propone un incentivo che coprirà la differenza tra la Naspi e lo stipendio percepito prima del licenziamento. Non del tutto ma solo fino al 90% della cifra complessiva. E si parla di condizionale: «Potrebbe coprire fino al 90%».
«A livello locale la situazione è diversa – spiega Francesco Vannucci, segretario dell’Ugl – noi siamo intenzionati a livello nazionale a firmare l’esodo incentivato ma crediamo che per il caso di Massa occorra aspettare. I lavoratori sono coperti fino al 2018 e dunque bisogna vedere cosa succederà».
Questo in sostanza il ragionamento: c’è un anno di tempo perché qualcosa cambi, magari che il mercato registri un’inversione dall’andamento negativo e che i tagli si rivelino non più indispensabili per i conti di Carrefour. «Peraltro andando via con il licenziamento volontario – aggiunge Vannucci – se si fanno due conti quello che arriva nelle tasche dei lavoratori sono appena 15.000 euro. Sono pochi, non ha senso, per come la vediamo noi, lasciare il lavoro adesso. Meglio aspettare e cercare nuove strade».
Quelle che respinge senza esitazioni al mittente sono le proposte di ristrutturazione del lavoro. «Non siamo disposti a modifiche del contratto con il part-time e la flessibilità di orario, concentrata nel fine settimana verticale. Non ci pare una cosa accettabile, i conti sono malmessi per via di errori commerciali di Carrefour, non dei lavoratori».
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