Sicurezza
«Sono qui per Vannucci» e Fioroni cita Aldo Moro
L’ex ministro dell’Istruzione: «No a questi quaquaraqua moderni» In platea tanti esponenti del Pd ma anche i “fuoriusciti” di Mpd
CARRARA. «Un partito che non si rinnovi con le cose che cambiano, che non sappia collocare ed amalgamare nella sua esperienza il nuovo che si annuncia, viene prima o poi travolto dagli avvenimenti, viene tagliato fuori dal ritmo veloce delle cose che non ha saputo capire ed alle quali non ha saputo corrispondere». Diceva così Aldo Moro, una citazione d'obbligo, visto che ieri pomeriggio, all'Autorità Portuale di Marina di Carrara, non si è svolta una iniziativa elettorale, ma un incontro, organizzato con orgoglio rivendicato dal PD di Massa Carrara, con l'onorevole Giuseppe Fioroni, presidente della commissione Aldo Moro della Camera dei Deputati, dall'alto valore politico e storico.
Eppure, quando abbiamo chiesto «perché lei è qui?», la risposta è stata semplice: «Per Vannucci! Perché è una persona seria, non come questi quaquaraqua moderni». I saluti sono del segretario provinciale Pd Cesare Leri, costretto a lasciare il convegno prima perché «c'è un congresso da organizzare»e di Raffaele Parrini, ex segretario comunale che nel suo intervento ricorda non soltanto Moro, ma Berlinguer, Romano Prodi dell'Ulivo e Argante Mussi, con cui sono partite tante avventure locali. Ci sono, tra gli altri, il presidente del consiglio Luca Ragoni, il sindaco Paolo Grassi, Loris Rossetti, Emanuele Ricciardi, Carlo Paolini per la Sinistra Italiana, Alessandro Bandoni, Roberto Conserva, consigliere socialista.
La gente, tanta nonostante il giorno feriale e l'ora e mezza di ritardo dell'onorevole Fioroni, per lo più era lì per Andrea Vannucci, che assieme al suo Pd deve ancora decidere che fare: se rimanere dentro e appoggiare Andrea Zanetti, candidato scelto da Firenze, oppure se uscire e correre da solo, per abbracciare di nuovo quella "buona politica" di cui gli parla anche Fioroni, quella che fu di Moro e Berlinguer, quando decisero di attuare il sogno di far collaborare insieme Democrazia Cristiana e Partito Comunista, per far votare l'80% degli italiani e regalargli, finalmente, una democrazia integrale.
Paragonare la politica di Aldo Moro a quella che stiamo vivendo oggi, a qualcuno sembrerà ingiusto, però Fioroni ieri a Marina di Carrara ha cercato "eredi" e ne ha trovato uno certo: Andrea Vannucci. «Mi hanno chiesto in tanti colleghi toscani perché venivo qui a Carrara- racconta Fioroni-; rispondo che sono qui per Vannucci, perché lo conosco da tempo, come conosco il Pd di Massa Carrara e quindi mi fido». Nell'arrivare, a Fioroni si è rotto il motore dell'auto e ha rischiato un incidente serio: «La prossima volta porterò con me un corno - scherza- forse qualcuno non mi voleva qui». Anche se non era una iniziativa elettorale, viene chiamato a dire due parole, a sorpresa pare, il deputato Pd Andrea Rigoni che, si sa, parla poco ma quando lo fa lascia il segno: «Non ce ne andiamo dal Pd-dice- perché lo abbiamo costruito noi, non quelli che ci sono adesso e che se non hai il timbro renziano sembrano volerti togliere l'agibilità a stare in questo partito e in questo paese. Io stavo bene nella Margherita- continua- tutti noi stavamo comodi a casa nostra, ma abbiamo rischiato, abbiamo creduto che unendoci e formando il Pd avremmo contribuito ad un paese in movimento, verso l'alto, che invece oggi non solo è fermo, ma quando si muove lo fa a scendere». Rigoni conclude il suo intervento con una frase emblematica: «Spero che ci siano le condizioni per un ripensamento- dice, senza svelare i soggetti del suo pensiero-perché a scegliere la strada più veloce non sempre si arriva prima, spesso si va soltanto a sbattere prima e a me sembra che qui si stia andando verso la rovina».
Il messaggio era forse per il Pd del commissario Gianni Anselmi e il candidato Andrea Zanetti? Rigoni si appella alla calma: bocce ferme e si riparte, d'altro canto lo diceva anche Aldo Moro: «Per fare le cose, occorre tutto il tempo che occorre».
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