Il Tirreno

«No a una nuova società con il taglio dei dipendenti»

di Benedetta Bianchi
«No a una nuova società con il taglio dei dipendenti»

Sindacati e lavoratori hanno respinto l’idea del fallimento e di una Newco Sull’azienda gravano debiti per più di due milioni. Salta l’incontro con la Regione

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MASSA. Inizia la mobilitazione permanente dei lavoratori Rational; al momento il cancello della fabbrica di via Catagnina è semi aperto, sono loro a decidere chi entra, preparano eventuali iniziative e l'assemblea di sabato pomeriggio quando arriveranno operai delle aziende del territorio, di altre città toscana e i vertici della Fiom Cgil.

I fratelli Ciaponi, proprietari di Rational hanno espresso chiaramente di fronte al sindaco Alessandro Volpi e ai sindacati le difficoltà nel reperire le risorse economiche per mantenere aperta l'azienda. Si parla di circa 2,5 milioni di euro di debiti tra cui i 300 mila euro per cui la banca ha avviato la procedura fallimentare, oltre a pagamenti insoluti con Inps, Irpef e vari fornitori.

La proprietà ha anche messo sul tavolo una proposta che non è piaciuta: una NewCo. I rappresentanti di Cgil, Fiom Cgil e Uilm ieri mattina hanno riferito ai lavoratori l'esito della riunione di martedì pomeriggio: «l'unica soluzione avanzata dai due soci presenti, Adriano e Flavio Ciaponi, è stata quella di una nuova attività dopo il fallimento e Rational, con un taglio netto dei dipendenti». Questo lo scenario bocciato senza mezzi termini da sindacati e lavoratori convinti nel portare avanti la lotta con un unico obiettivo: mantenere l'intera forza lavoro, ovvero tutti i 24 dipendenti.

«Non possiamo permetterci di perdere un posto», dicono all'unisono Paolo Gozzani, segretario Cgil, Luisa Pietrini e Alessio Castelli, Fiom Cgil, e Giancarlo Leorin, Uilm. «I dipendenti hanno tenuto in piedi il mercato, se Rational è aperta ed ha clienti è merito loro. Se qualcuno è disposto ad investire seriamente e si presenta con un progetto concreto, noi siamo qua; ci sono persone con competenze, ma da oggi la fabbrica è dei lavoratori», ha detto Gozzani.

I lavoratori restano in silenzio per un paio d'ore ascoltando il resoconto dell'incontro; sono delusi e arrabbiati, ma decidono di andare avanti con forza e fermezza. Hanno creato un'unione forte tra loro, i sindacati, le istituzioni e la città tutta; hanno iniziato un percorso ed hanno intenzione di proseguire su quella strada.

«Una NewCo è inaccettabile: andiamo avanti con la mobilitazione perché al centro ci sono 24 posti di lavoro – dichiara Rinaldo Valenti, operaio Rational sempre in prima fila – il bilancio di quello che abbiamo fatto fino ad ora è positivo perché abbiamo mosso tanto e lo faremo ancora con determinazione e intelligenza, non solo per Rational, ma per la necessità di aprire una nuova strada per tutte le aziende del territorio».

La Newco è vista più come una speculazione che come una vera soluzione. Secondo i sindacati, i Ciaponi «hanno sfruttato le relazioni intraprese dai lavoratori in queste due settimane con istituzioni, banca, commissario, Regione; hanno strumentalizzato tutte le azioni fatte fino ad oggi per poi non dare nessuna aspettativa se non quella di far fallire Rational Srl e ricostituire una nuova realtà».

Ma almeno i proprietari stanno preparando le busta paga per pagare gli stipendi. È certo che, ammettendo di non avere soldi per contrastare l'istanza di fallimento, i proprietari hanno perso l'appoggio delle istituzioni e della Regione Toscana. E' stato annullato l'incontro di lunedì a Firenze con i soci dell'azienda e i legali della banca, ma è un percorso che, invece, non abbandoneranno le organizzazioni sindacali che devono pensare all'aspetto degli ammortizzatori sociali. Ora l'iter di fallimento si sbloccherà e nel momento in cui verrà nominato il curatore fallimentare, partiranno le lettere di licenziamento.

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