Sicurezza
«La cassa non si apriva ho temuto che mi sparasse»
«Attraverso i microfoni rimasti aperti le urla hanno risuonato in tutto il negozio» La testimonianza di Gina Sanguinetti una delle cassiere minacciate dai rapinatori
CARRARA. Mezzogiorno di paura alla Coop di Avenza. Una paura che è rimasta impressa, a lungo, sui volti del personale del supermercato. Soprattutto negli occhi delle tre cassiere che si sono ritrovate faccia a faccia con i rapinatori.
A un’ora dal blitz dei ladri, mentre rispondevano alle domande dei carabinieri accorsi sul posto, le tre donne mostravano ancora in modo evidente i segni dello choc subito: occhi rossi di pianto, capelli scompigliati e lo sguardo smarrito di chi, per la prima volta in vita sua, si è trovato un’arma puntata davanti e ha assistito ad attimo di vero panico.
Sì perchè complici i microfoni rimasti aperti durante la rapina, gli altoparlanti hanno diffuso in tutto il supermercato le grida dei ladri e le urla di terrore dei clienti: e così, anche chi si trovava lontano dalle casse o addirittura al piano superiore ha vissuto “in diretta” le fasi più concitate del colpo.
Niente a che vedere, comunque, con quello che hanno provato le tre dipendenti finite nel mirino dei malviventi, tre donne, addette rispettivamente alle casse 6, 7 e 9: «Mi sono vista arrivare davanti di corsa una persona con il fucile in mano» racconta Gina Sanguinetti, addetta alla cassa “salvatempo” la numero 7, e una delle più lucide dopo il blitz.
Dipendente della Coop dal 1991, la donna ammette di non aver mai vissuto in tanti anni un’esperienza così terrificante: il rapinatore si è avvicinato alla sua cassa con impeto, dopo aver strattonato una coppia di malcapitati clienti che proprio in quel momento stava pagando la spesa: «Mi intimava di aprire il cassetto ma il cliente stava pagando con la carta di credito. Il cassetto si apre solo se il pagamento è in contanti. E quindi per me era impossibile accontentare il ladro» racconta.
«Quello è stato il momento più brutto perché ho avuto davvero paura che mi sparasse per rabbia» prosegue la dipendente. Un timore più che fondato visto che il criminale, stizzito per l’impossibilità di aprire la cassa, ha sbattuto il calcio del fucile sul bancone, rompendolo: un pezzo dell’arma è rimasto a terra ed è stato prelevato successivamente dai Carabinieri per i rilievi del caso.
«Dopo che il fucile si è rotto sono riuscita ad aprire e gli ho consegnato quello che avevo in cassa. Nel frattempo mi sono accorta che anche la collega della cassa 9, davanti a me, veniva minacciata e rapinata. Mentre non mi sono resa conto di quello che stava succedendo alla cassa 6, all’altra collega, perchè si trovava alle mie spalle ed ero talmente impietrita da non aver nemmeno pensato a voltarmi» prosegue Gina Sanguinetti.
A complicare ulteriormente la situazione, durante il blitz, sono scoppiate le grida dei clienti, presi dal panico alla vista dei criminali armati: «Erano terrorizzati. La coppia davanti a me era in tilt: di quel momento così concitato ricordo solo che lei chiamava il marito e gli diceva “Guarda guarda, aiuto, aiuto”» riferisce ancora la cassiera.
Come se non bastasse poi, le grida sono rimbalzate in tutto il supermercato, attraverso i microfoni delle casse rimasti aperti: «Dagli altoparlanti si è sentito tutto, anche al piano di sopra. Purtroppo nel caos succede anche questo» riferisce la dipendente.
La signora Sanguinetti e le colleghe minacciate dai rapinatori sono rimaste all’interno del supermercato fino alle 13,30 vale a dire un’ora dopo il blitz: subito dopo sono state ascoltate dagli inquirenti a cui hanno raccontato la loro testimonianza sul colpo alla Coop di Avenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
