Gioco
Bilancio, seduta fiume L’altolà dei revisori: «Entrate non certe»
Il consiglio comunale è stato interrotto e riprenderà oggi I tecnici: alienazioni non assicurano la copertura della spesa
MASSA. Il consiglio comunale di Massa si appresta ad approvare il bilancio di previsione 2017, durante una seduta fiume che è stata poi sospesa per mancanza di numero legale e rinviata ad oggi.
Gli animi non sono sereni: il consiglio si riunisce alle nove di mattina e alle undici c’è già bisogno di convocare una conferenza urgente, per rendere pubblici alcuni documenti, dichiarazioni e scelte dell’amministrazione. A parlare sono il gruppo consigliare degli Arancioni e il gruppo del Psi, avallati dalle posizioni di tre consiglieri Pd, Dina Dell’Ertole, Stefano Alberti e Giacomo Bugliani. Gli otto consiglieri avevano provato a chiedere di rinviare la discussione sul bilancio, almeno la parte relativa al piano triennale delle opere, per via di alcune criticità rilevate dai revisori dei conti, che sono poi gli stessi dubbi sollevati dalle opposizioni in questi giorni di lettura della carte. I revisori dei conti, in effetti, pur esprimendo parere favorevole alla previsione 2017, sottolineano una criticità non banale: «Parte della spesa di investimento viene coperta con proventi derivanti dalle alienazioni di beni immobili e pertanto si invita l’ente a non impegnare la spesa fino a che non verranno accertate le relative entrate». Detto in soldoni: da tre anni il Comune inserisce nel piano di alienazione sei immobili, sempre gli stessi, che però non riesce mai a vendere e con cui, ogni volta, spera di coprire alcune spese. Anche quest'anno, dagli immobili in vendita, il Comune pensa di ricavare un milione di euro: somme che non è sicuro di incassare, anzi, in un caso (quello del ristorante Riccà, che vale 750mila euro, ma su cui c’è un contenzioso aperto) che è certo di non incassare, almeno nell’anno in corso.
Questo, secondo gli Arancioni «rende il bilancio fasullo». Ma c’è anche altro: Arancioni, Psi e parte del Pd si meravigliano di non vedere nel bilancio i 2,8 milioni di euro previsti in entrata dal governo per il palazzetto dello sport, nonostante una lettera di rassicurazioni del ministro Lotti e la certezza quindi che, entro pochi giorni, questi soldi verranno stanziati. «Nessuno di noi sa se sarà davvero possibile utilizzarli dopo, con una variazione di bilancio - spiega Carmen Menchini degli Arancioni - ma noi pensiamo che vogliano accantonare questo tesoretto per gestirlo in tempo elettorale, come meglio credono». «Abbiamo tentato più volte - aggiunge Bugliani - di rimandare la discussione di qualche giorno, aspettando i 2,8 milioni del governo perché potessero essere inseriti a bilancio, ma non ci hanno ascoltato. Dopo potrebbe essere un problema usufruirne».
Infine, circola la voce, insistente, che Riva dei Ronchi abbia battuto i pugni sul tavolo e chiesto ufficialmente il suo risarcimento da 2,2 milioni di euro, ma neanche questi soldi sono previsti nel bilancio: «Notizie certe non ce ne hanno date - conclude la Menchini - ma stanno parlando di una costosa variazione di bilancio che potrebbe rivelarsi fatale». C’è da considerare inoltre che il piano triennale delle opere è arrivato in consiglio con il parere negativo della commissione Lavori Pubblici e Ambiente, ma con quello positivo della commissione Bilancio (il dato politico rilevante, però, è che il presidente Pd della commissione, Panesi, si è astenuto). «Ci sono poi questioni squisitamente politiche - continua la Menchini - come la totale mancanza di partecipazione e discussione degli atti; le richieste avanzate in commissione per permettere la presentazione di emendamenti sono state sempre eluse, con le solite scuse; ci chiediamo ad esempio quali siano le somme previste dalla Tari, visto che l'assessore Rutili dichiara per Cermec e Asmiu un totale di 14 milioni di euro, ma poi di Tari ne chiede 17 milioni, quando la tassa dovrebbe essere coperta interamente dal servizio».
Per tutti questi motivi gli Arancioni, i tre consiglieri renziani del Pd e il consigliere Casotti del Psi avevano chiesto il rinvio della discussione, ovviamente respinto. Nella seduta di ieri l’amministrazione si porta a casa due provvedimenti importanti: il piano triennale delle opere (solo con 15 sì e una maggioranza un po’ ballerina che non raggiunge i numeri per l’immediata esecutività dell'atto, rimandato di 30 giorni) e il piano delle alienazioni.
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