Il Tirreno

Alla Coop a mano armata

Alla Coop a mano armata

Il bottino è di trentamila euro. Caccia a tre uomini in fuga. Sono italiani

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AVENZA. Quando la cassiera cercava di spiegargli che non poteva aprire il registratore perché i clienti avevano pagato con una carta di credito, il malvivente ha scaricato tutta la sua rabbia sbattendo sul bancone il calcio del fucile che stava puntando contro la donna. l’arma si è spezzata per la forza che ci ha messo per far capire a chi aveva davanti che era uno che non si sarebbe fermato. È stato il momento più drammatico della rapina che è stata messa a segno ieri, intorno a mezzogiorno e mezza, alla Coop di Avenza. Tre uomini, di bassa statura e con il volto coperto dai passamontagna, hanno fatto irruzione nel supermercato gremito di clienti. Sono andati diretti alle tre casse che erano aperte: 6,7 e 9. E minacciando chi stava lavorando si sono fatti consegnare l’incasso. Almeno trentamila euro, ma la cifra è ipotetica perché fino a questa mattina non ci possono essere certezze. E quelli della vigilanza avevano fatto un’operazione di prelievo del denaro nemmeno un’ora prima, sennò il bottino poteva essere stratosferico.

Una scena rapida che si è consumata sotto gli occhi delle tre dipendenti che in quel momento erano alla casse. I tre rapinatori sono entrati mostrando il fucile, ma due di loro impugnavano dei coltelli. Si sono divisi i compiti: ognuno di loro ha minacciato una inserviente. Quello con il fucile ha anche strattonato una coppia di coniugi che stava pagando. La moglie ha avuto paura per il marito e ha lanciato un urlo terrificante. Il terzetto si muoveva all’unisono, facendo capire che aveva studiato l’azione in ogni suo particolare. Solo l’intoppo alla cassa ha fatto perdere la pazienza a quello che è sembrato essere il capo. Per fortuna però non ha fatto male a nessuno.

Nel supermercato intanto regnava il panico. Perché una delle cassiere aveva lasciato il microfono aperto e quindi tutto quello che dicevano i rapinatori veniva diffuso anche nel reparto sottostante. Qualcuno ha abbandonato il carrello e ha cercato rifugio dove poteva, altri sono sembrati paralizzati dallo choc. E’ durato una manciata di minuti, perché mentre di sotto non sapevano cosa fare i criminali guadagnavano già la fuga. Con dei motorini che hanno abbandonato pochi metri più in là. Dove probabilmente c’era un complice con una macchina con il motore acceso che li ha portati distante. Facendo perdere le loro tracce e complicando le indagini dei carabinieri del nucleo operativo, che hanno battuto la zona in lungo e largo alla ricerca di un qualcosa che potesse metterli sulla giusta strada. Fino a sera la speranza però è andata vana.

Gli elementi in mano agli inquirenti, almeno in questa fase, possono dire tutto ma possono dire anche niente. Le cassiere, quelle che hanno visto più da vicino quei ceffi e che li hanno sentiti parlare, hanno detto che sono italiani e di statura piuttosto bassa. Non avevano particolari inflessioni dialettali, potevano essere anche della zona. Ed erano determinati, tanto da far dire agli inquirenti che si tratta di professionisti. Anche se hanno commesso un errore ed è a questo che gli uomini del luogotenete Walter Calandri si aggrappano per poterli prendere: lo scatto di rabbia che ha portato il capo a spezzare il calcio del fucile potrebbe costare caro alla banda. È rimasto in terra ed è stato raccolto da quelli del radiomobile. La sensazione è che si possa risalire all’arma e al proprietario. E da lì capire se è passata di mano e in che modo. Ma non è l’unico appiglio perché anche le telecamere che si trovano nei pressi della Coop potrebbe aiutare a identificare il mezzo con cui si sono dati alla fuga. Però c’è da acquisire i filmati e quindi ci vorrà del tempo. Occhio anche a chi è entrato in autostrada dopo le 13, non solo a Carrara ma anche dai caselli più vicini (Massa e Sarzana). Perché la banda potrebbe venire da fuori. E ad Avenza è entrata in azione dopo aver studiato un piano che per ora si è rivelato vincente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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