Sicurezza
Spariti un prosciutto e registratore di cassa «So chi sono i ladri»
Il titolare del ristorante da Silvio ha subìto 5 furti in un anno «Una volta li ho messi in fuga tirando dei petardi»
MARINA DI MASSA. Nell’ultimo anno i ladri gli hanno fatto visita cinque volte, sia all’osteria sia all’allevamento di animali da cortile che si trova sotto casa sua. Silvio Nardini, ristoratore di 76 anni conosciutissimo a Marina di Massa, ha sempre denunciato i furti, indicando anche chi erano gli autori. Ma nonostante le prove che è sicuro di avere, finora i responsabili non sono stati presi. Tanto che la scorsa notte sono andati nella pizzeria di via del Fortino e, dopo aver forzato una porta sul retro, hanno portato via un prosciutto, il registratore di cassa con i soldi che c’erano dentro e alcune bottiglie di prosecco. «Io non mi sono accorto di niente perché stavo dormendo - racconta Silvio -, ma stamattina (ieri, ndr) sono stato svegliato da mia sorella che aveva visto delle bottiglie rotte nei pressi del mio ristorante. Mi ha detto che assomigliavano al prosecco che tenevo nel tavolino sotto il bancone. Neppure il tempo di capire cosa stava accadendo che un’altra telefonata mi avvertiva che avevano ritrovato un registratore di cassa nel parco della Ugo Pisa. E gli scontrini sparsi sul terreno riportavano la dicitura della mia osteria. Così sono sceso nel locale e ho visto che c’era una volante della polizia che stava effettuando gli accertamenti. Hanno rotto tutto, hanno fatto un macello. Ma io lo so chi sono».
In che senso?
«Che li conosco. Sono italiani e uno l’ho anche affrontato. Ai carabinieri ho fatto i loro nomi, ma senza prove non li possono prendere. Le denunce così le ho fatte contro ignoti, ma ormai mi hanno preso di mira».
Quante volte hanno rubato nella sua proprietà?
«Con questa sono cinque. L’ultima volta, prima di Natale, però sono riuscito a rovinargli la festa».
Come?
«Li ho sentiti parlare mentre stavano rovistando nel pollaio. Così ho preso dei petardi che avevo nel cassetto accanto al letto e li ho fatti esplodere buttandoglieli addosso. Hanno avuto paura e sono scappati in bicicletta. Avevano preso quattro galline, le sentivo urlare. Sono riuscite a scappare sennò le avrebbero mangiate. Le ho ritrovate nei giorni successivi, grazie alle vicine che mi avvertivano quando le vedevano. Purtroppo non sempre riesco ad accorgermi che quei delinquenti sono a casa mia».
Si sente indifeso?
«Indifeso no, perché ho anche un contratto con la vigilanza privata. Sono arrabbiato, è diverso. Stavolta hanno preso un prosciutto e qualche spicciolo, ma in estate mi hanno portato via otto conigli di quattro chili l’uno. Hanno fatto sparire anche un maschio che mi serviva per gli accoppiamenti, lo avevo appena comprato perché era un esemplare di razza. Invece gli hanno fatto fare una brutta fine. Mi sale la rabbia tutte le volte che mi tocca subire queste cose. Come quando mi hanno fatto sparire una ventina di polli tra galline e galletti. Ero in Finlandia e mi hanno avvertito che ero stato vittima di un altro furto. Una roba da non credere. Ma tanto la testa non me la fanno perdere».
In che senso?
«Io ho il porto d’armi e sono un cacciatore, in casa ho il fucile. Quella notte che li ho sentiti in giardino non ho pensato nemmeno per un istante di prenderlo, ho usato i petardi. Non voglio finire in galera, quello è il posto che si meritano loro. Certo che vederli girare impuniti mi dà parecchio fastidio, ma anche i carabinieri più di tanto non possono fare. Sono persone del posto che mi conoscono».
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