La manifestazione
Lavori per la moschea fermi da due anni
Parla l’uomo chiave dei Bin Laden a Carrara: i ìl cantiere ripartirà presto, intanto investiamo sui progetti dei giovani
CARRARA. «Il marmo di Carrara è affidabile. E il suo valore aggiunto è la storia: ecco perché la famiglia Bin Laden lo sceglie da oltre cinquant’anni. Ecco perché questo grande gruppo ha deciso di investire nella Marmi Carrara». A parlare, per la prima volta, è Idriss Mohammed, siriano di origine, da tempo ormai cittadino italiano, imprenditore del lapideo e uomo di riferimento del gruppo Bin Laden in terra apuana. L’occasione è la presentazione dei lavori in corso nel maestoso show room proprio dentro la Marmi Carrara, fra lastre, da acquistare come abiti prêt-à-porter, sculture (appena sbozzate o realizzate nelle minime finiture) e studenti dell’artistico impegnati nel progetto alternanza scuola-lavoro.
«Sono venuto a Carrara nel 1989 per una grossa fornitura di marmo destinata a una moschea- spiega Idriss Mohammed - Da allora non me ne sono più andato, qui ho cresciuto i miei figli e qui adesso voglio valorizzare i giovani studenti grazie al progetto alternanza scuola-lavoro che, in collaborazione con la Marmi Carrara si svolge nei 1200 metri quadrati di show room dall’ottobre scorso gestito dalla mia azienda, la Mirò e dalla Mg international della famiglia Bin Laden, di cui sono amministratore».
Perché il gruppo Bin Laden ha scelto di investire a Carrara?
«È da cinquant’anni che la famiglia lavora con Carrara, proprio perché il marmo bianco piace moltissimo, è un materiale accessibile e ha dalla sua anche la tradizione, l’arte e la storia. È un materiale affidabile che non riserva sorprese».
«Entrare nella Marmi Carrara per i Bin Laden è stato un passo naturale e non si sono certo pentiti di questo grosso investimento».
A che punto è il progetto dell’ampliamento della moschea della Mecca?
«È un progetto cominciato nel 2011. Dall’ottobre del 2015 è fermo, non per problemi della famiglia Bin laden ma per l’incertezza internazionale che sta condizionando il settore delle grandi opere. Si tratta di uno stallo, i lavori ricominceranno al più presto».
Che cosa potrebbe funzionare meglio nel comparto del marmo apuano?
«Non sono un esperto, ma un addetto ai lavori sì. Posso dire che quello che servirebbe è maggiore semplificazione, spesso c’è troppa burocrazia. E un’altra cosa: Carrara è leader per le tecnologie del marmo, ma spesso non vengono applicate nei laboratori, ossia nella famosa filiera in loco».
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