Il Tirreno

E adesso il Comune potrebbe rifermare la ditta Costa

di Gianluca Uberti
E adesso il Comune potrebbe rifermare la ditta Costa

Il dirigente all’urbanistica di Aulla scrive alla Provincia dopo il via libera alla ripresa dell’attività dell’azienda

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ALBIANO MAGRA. Esultano gli albianesi anti Costa. Infatti, il Comune di Aulla potrebbe rimettere in discussione l'autorizzazione alla ripresa dell'attività lavorativa della ditta Costa, che aveva avuto il via libera dalla Provincia di Massa Carrara. È il dirigente all'urbanistica del Comune di Aulla, l'architetto Franco Testa, ad avere firmato una lettera/invito alla Provincia di Massa Carrara, in cui mette nero su bianco che l'autorizzazione allo scarico in fognatura della ditta Costa deve essere rilasciato dalla Regione Toscana, non dalla Provincia. Di più: come scrive Testa, la ditta Costa non avrebbe presentato autorizzazione allo scarico in fognatura proprio per il fatto che questa deve essere rilasciata dalla Regione Toscana. E, comunque, il tutto inficerebbe, secondo Testa, l'agibilita' del capannone A della ditta Costa, con la conseguenza che nessuno degli operai potrebbe tornare al lavoro a breve. Non a caso, il dirigente comunale all'urbanistica scrive che "a seguito di tale mancanza non può essere certificata "agibilità" anche parziale, in quanto mancante un atto che attesti la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene e salubrità". Una questione, quella dell'agibilità, già sollevata dal precedente dirigente all'urbanistica del Comune di Aulla, l'architetto Valentina Gatti. Quindi, ora si vedrà che cosa deciderà di fare la Provincia di Massa Carrara e il Comune di Aulla agirà di conseguenza, "non escludendo di potere adottare l'arma della diffida o dell'ordinanza" afferma Franco Testa contattato telefonicamente, secondo il quale non c'è agibilità per il capannone A della ditta che lavora rifiuti e la Provincia deve rettificare il nulla osta alla ripresa dell'attività lavorativa. Pertanto, a 8 mesi dal rogo di domenica 31 luglio, torna a farsi incerta la ripresa dell'attività lavorativa della ditta Costa. Infatti, la Provincia di Massa Carrara aveva dato il nulla osta alla ripresa dell'attività dell'azienda che lavora rifiuti nella più popolosa frazione aullese, poiché parevano essere stati superati i paletti che erano stati posti da Gaia s.p.a., la società che gestisce gli acquedotti in quasi tutti i Comuni della Lunigiana, escluso Zeri, con l'impresa guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa che era stata autorizzata a riprendere le lavorazioni nel capannone non distrutto dal fuoco, quello dei rifiuti indifferenziati. C'è, poi, un'altra questione che dovrà essere affrontata, quella dei rifiuti lunigianesi provenienti dalla raccolta differenziata, che la cooperativa friulana IdealService trasporta a Massa, al Cermec, a seguito dell'incendio di fine luglio. Una questione che, a quanto pare, la ditta Costa dovrà affrontare di concerto con la cooperativa friulana IdealService, che si occupa del servizio di raccolta differenziata per conto dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana.

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