La manifestazione
Cgil attacca Arpagaus sui voucher
Gozzani: bene la loro cancellazione, esterrefatti dal presidente di Confesercenti
MASSA. «Le cifre comunicate da Paolo Arpagaus, presidente Confesercenti, in merito alla presunta perdita di 650mila euro a fronte della cancellazione dei voucher ci lasciano esterefatti» dice Paolo Gozzani, segretario Cgil Massa Carrara, che interviene nella discussione. «Viviamo in un paese dove esistono più di 50 diverse forme contrattuali, gridare allo scandalo per la cancellazione di uno strumento che ha permesso di eludere in molti settori il ricorso alla contrattazione risulta inopportuno, per giunta se poi si paventa il ricorso a lavoro nero, cosa che per giunta è illegale - continua il segretario - Piuttosto sarebbe interessante aprire un ragionamento serio in merito al settore turistico che parta dalle vere cause di una crisi che riguarda il nostro territorio».
Una premessa che Gozzani usa per tornare alle parole del presidente di Confesercenti, che non ha visto di buon occhio la cancellazione dei voucher. «Arpagaus parla della necessità di avere regole e procedure snelle, ma insomma ci domandiamo come si comportavano le aziende prima della liberalizzazione dei voucher? Ci risulta che si faceva ricorso ad esempio al lavoro a chiamata, cosa anche oggi è presente nell'ordinamento, e perché allora non si usa un simile strumento altrettanto snello? Forse perché costa qualcosa più dei 10 euro previsti per un voucher, ma allora il vero problema non è quello dello strumento bensì quello del costo. Se da un lato è necessario andare a normare il lavoro accessorio per permettere in alcune tipologie di lavoro dall’altro non sentiamo certo il bisogno di una normativa che ha permesso solo ed esclusivamente lo sfruttamento e lo svilimento della persona, con abusi che sono sotto gli occhi di tutti».
Da qui il monito di Gozzani. «Noi abbiamo lanciato la carta dei diritti universali dei lavoratori che prevede anche la possibilità di introduzione del lavoro accessorio, purché sia effettivamente tale e limitata a determinate fattispecie con la garanzia però che i diritti universali che tutti noi abbiamo conosciuto siano riconosciuti e garantiti».
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