Il dolore
Verso lo stop a cava Romana «Chiedo misure più severe»
Scoperto che alcune gallerie sforano nell’area protetta del Parco delle Apuane Putamorsi: «Chi viola le regole dovrebbe essere sospeso per almeno 6 mesi»
MASSA. In arrivo un’altra sospensione per una cava massese, si tratta di cava Romana. Ad annunciare il provvedimento il presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi, che aggiunge: «Ho chiesto alla Regione che chi viola le regole abbia una sospensione di almeno 6 mesi. Non so se mi ascolteranno».
Il provvedimento sarà annunciato in settimana, ha spiegato il presidente durante un’audizione durante in Commissione Ambiente, quando il Parco pubblicherà un’ordinanza di sospensione di attività e di ripristino dell’area abusiva. A spiegare il perché è il numero due del Parco delle Apuane, l’architetto Raffaello Puccini. «A dicembre 2015 scadeva l’autorizzazione, ma nella primavera 2016 abbiamo fatto un sopralluogo congiunto con il Comune. Abbiamo rilevato delle difformità sul fatto che molte delle gallerie avevano sforato nell’area del Parco».
E su questo punto esiste un contenzioso tra i gestori della cava e il Parco. «Nel 2010 – aggiunge Puccini – furono fissati e imposti i limiti cartografici dell’area del Parco, che però sono stati rivisti con precisione con l’aiuto delle tecnologie Gis. La proprietà rivendica un errore in buona fede, per così dire, ma il limite attuale è quello reale. In ogni caso adesso bisogna arretrare e ripristinare ciò che è stato fatto difformemente. Per le gallerie che arrivano e sforano nell’area parco bisognerà chiudere e rimettere la situazione a posto».
Un intervento relativo, perché si potrà procedere con un ripristino, chiusura e riempimento della galleria. Chiaro che il marmo estratto sarà difficile riattaccarlo alla montagna. In più si dovrà presentare un piano che tenga conto dei limiti rivisti per l’escavazione.
Continua insomma i provvedimenti di sospensione nelle cave massesi, con una frequenza notevole. Stimolato dal consilgiere Giancarlo Casotti sull’eventuale appropriatezza dei numeri dell’organico, osì ha riassunto Putamorsi l’attuale situazione: «Non è che a Massa si facciano le cose, anche se c’è la maggiore percentuale di attività estrattive non conformi a disposizioni. Non è che siano più indisciplinati, ci sono più controlli. Unita a una buona sinergia tra gli uffici tecnici del Comune e noi che altrove non c’è. Rimane comunque un problema di organico, dato che noi abbiamo a disposizione soltanto 4 guardie forestali che devono occuparsi anche di molti altri problemi».
A questo proposito il presidente della commissione Nicola Cavazzuti ha fatto notare come «i controlli sui piani di escavazione possono farli anche Asl e Arpat oltre che il Comune e il Parco. Sarebbe un aumento delle forze disponibili invece di affidarsi in via esclusiva alle quattro guardie».
Putamorsi in questo senso sostiene di aver chiesto alla Regione di poter assumere di assumere, a spese del Parco, altre due guardie. Da Firenze avrebbero risposto picche.
C’è poi quello che Puccini ha definito “un paradosso assurdo” e che cioè un’area che ha subito un abuso che viene in seguito ripristinato tornerà disponibile per l’escavazione. «Il Parco ne ha fatte diverse di sospensioni – spiega Putamorsi – ma bisogna anche essere cauti. In tutti i casi i proprietari sospesi hanno fatto ricorso al Tar. Al momento ne abbiamo ben 20 aperti. Di solito vinciamo, ma quelle volte che perdiamo, dobbiamo sborsare molti soldi per le spese legali. E per un ente con un bilancio limitato come il nostro è un problema non da poco».
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