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Truffa agli immigrati, il processo riparte con un nuovo giudice

Truffa agli immigrati, il processo riparte con un nuovo giudice

Si comincia da zero e il rischio che il reato contestato agli imputati si prescriva è molto alto Erano stati raggirati 149 stranieri con il miraggio di un permesso di soggiorno senza un lavoro

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MASSA CARRARA. Gli chiedevano fino a cinquemila euro ma gli garantivano un permesso di soggiorno, anche senza lavoro. E nel tranello ci sono cascati 149 extracomunitari con la speranza di aggirare un ostacolo a volte insormontabile. Arrivavano dalla Liguria, dall’Emilia Romagna e perfino da più lontano. Tutti a Carrara, perché c’era l’agenzia che aveva aiutato l’amico dell’amico. E garantiva lo stesso trattamento. Invece alla fine era venuto fuori che i documenti erano falsi, così come i timbri del ministero dell’Interno. E a processo, quattro anni fa, sono finite sei delle venti persone che erano state indagate dal sostituto procuratore Rossella Soffio. L’accusa è di truffa. Una truffa da duecentomila euro. Che però rischia di non avere nessun responsabile perché il procedimento, iniziato nel 2013, deve ricominciare da capo perché è cambiato il giudice. Dopo il trasferimento a La Spezia di Fabrizio Garofalo il fascicolo era passato al collega Alessandro Trinci, nel frattempo diventato gip, che lo ha bypassato alla nuova arrivata Caterina Serra. Insomma si riparte da zero, buttando via questi quattro anni di udienze e quasi altrettanti di indagini. Perché anche se si arriverà a sentenza in primo grado, difficilmente la prescrizione non presenterà il conto prima dell’appello. Alla sbarra ci sono Enrico Borghini, 49 anni di Avenza, Tiziana Ricci, 38 anni anche lei di Avenza, Roberto Bernardini, 73 anni, Alessio Bernardini, 63 anni, Nando Dell’Amico, 64 anni e Silvia Bernieri, 40 anni, tutti di Carrara.

Ma non è l’unico processo che farà questa fine, perché i fascicoli che Garofalo non aveva portato a termine sono tutti passati di mano. E quindi speso le difese chiedono di far partire tutto da zero. Insomma tante le prescrizioni che potrebbero arrivare nei prossimi mesi. Una di queste riguarda Massa Servizi, dato che il nuovo collegio deve ancora insediarsi. E la prima udienza è già saltata. Si tornerà in aula a fine giugno, correndo contro il tempo per arrivare a sentenza prima che i reati contestati a Gian Mario Gastoldi, ex amministratore delegato di Massa Servizi Spa, e Romolo Angelotti, ex amministratore di Ariete Spa, si prescrivano. Gastoldi, di Bergamo, è accusato dei reati di “infedeltà patrimoniale” e di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti”; Angelotti, massese, dovrà rispondere della sola accusa di fatturazioni inesistenti. Il timore è di non arrivare in tempo per l’eventuale appello, dato che grazie alle difese, che hanno accettato di considerare buone le testimonianze fin qui ascoltate, non si dovrà ricominciare tutto da capo. È la seconda volta che cambia il collegio: prima Cosimo Ferri era stato sostituito da Fabrizio Garofalo quando è diventato sottosegretario alla giustizia e poi Garofalo ha lasciato il posto alla collega Caterina Serra quando è stato trasferito al tribunale di La Spezia.

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