Il dolore
«Timbriamo sei volte al giorno»
Gli autisti di autobus lamentano la situazione: «Ci riconoscano l’orario disagiato»
AULLA. Costretti a timbrare sei volte al giorno, fra un turno e l'altro, con l'orario spezzato anche tre volte al giorno senza alcun riconoscimento da parte del Comune. La Uil lancia l'appello degli autisti degli autobus di Aulla e Fivizzano. Sostiene Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl : «Le amministrazioni non ci hanno ancora ascoltato».
È la situazione in cui sono costretti a lavorare gli autisti degli scuolabus di Aulla e Fivizzano, in tutto 16 dipendenti, che chiedono un aiuto alle due amministrazioni di palazzo civico.
A lanciare l'appello sono le Rsu Uil, Nino Carnaccioli, per Aulla, e il segretario Claudio Salvadori.
«Nel servizio di trasporto scolastico dobbiamo fare viaggi per portare gli studenti nei vari istituti dislocati su tutto il territorio –precisa Carnaccioli – anche fuori dal comune di Aulla ad esempio e siamo a disposizione 10 ore al giorno quando poi, alla fine, ce ne pagano sette».
Come sia possibile è presto spiegato: «Entriamo alle 7 e timbriamo, portiamo i bambini a scuola e timbriamo ancora l'uscita, verso le 10.30. Poi rientriamo alle 12.30, e timbriamo ancora, facciamo il servizio fino alle 13.30 o alle 14 e timbriamo ancora. E così di nuovo alle 15 e alle 17, dal lunedì al venerd. È una decisione logorante per noi. Chiediamo almeno che ci sia riconosciuto l'orario disagiato in busta paga oppure che ci consentano di timbrare solo 4 volte invece di 6».
A Fivizzano, dove i dipendenti sono 10, la realtà dei fatti non si discosta più di tanto da quella denunciata ad Aulla: «Lavorano anche il sabato - sottolinea Salvadori - per tre ore e basta perché ci sono le scuole medie con orario ridotto, e oltretutto con un buono pasto che vale la metà di Aulla . Fino a sei anni fa era riconosciuto l'orario disagiato, erano circa 100 euro in più in busta paga, poi più niente».
E aggiunge: «Abbiamo chiesto all'amministrazione di trovare una soluzione e ci avevano garantito di fare delle riunioni a partire di gennaio ma siamo a marzo e ancora non ci hanno convocato per discutere di questo problema. Bisogna trovare una soluzione perché così non si può andare avanti. Chiediamo di nuovo un incontro alle amministrazioni. Pensiamo che ad Aulla la situazione vada risolta realisticamente dal Comune».
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