Gioco
Scattina: «Sulla sanità solo fumo negli occhi e 5 mesi di inerzia»
Il consigliere indipendente accusa l’amministrazione di voler scaricare la patata bollente ai suoi successori
CARRARA. «In Toscana, come nel resto d'Italia, è in atto un sistematico ridimensionamento della sanità pubblica ed è facile rendersene conto quando ci si rivolge all'ASL per esami diagnostici o visite specialistich»: si apre così l’intervento sulla sanità pubblica di Giuseppe Scattina, consigliere comunale indipendente e addetto ai lavori. Sì perchè l’esponente della minoranza è un medico di famiglia, e sa bene di cosa sta parlando. «Le liste di attesa diventano sempre più lunghe e possono passare anche molti mesi prima che vengano erogate le prestazioni richieste. Molti farmaci ormai sono a pagamento. Il numero degli ospedali diminuisce, assieme ai posti letto. Alcuni ospedali, classificati per acuti, come quello di Massa Carrara, subiscono una declassamento grave, non potendo più offrire cure specialistiche a lungo termine o di relativa complessità. Anche la sanità sul territorio - spiega Scattina - sta subendo drastici ridimensionamenti, nonostante fosse stato previsto e promesso il suo potenziamento».
Secondo il consigliere, «queste scelte di politica sanitaria hanno come scopo evidente il trasferimento al privato di sempre più numerose prestazioni. Inoltre con la crescita dei disservizi della sanità pubblica, assistiamo al prosperare ed estendersi delle strutture private, sempre più ampie, moderne, efficienti, finanziate da investitori che considerano l'assistenza sanitaria un business e una merce da offrire finché generi profitti. In questo modo accanto a una sanità privata efficiente, per chi se la puó permettere, resterà una assistenza sanitaria pubblica sempre meno efficiente e più degradata».
Il medico è convinto che «la sanità pubblica in questi ultimi anni è diventata non solo meno efficiente, ma anche più lontana dai cittadini. Finchè esisteva l'ASL n° 1 per Massa Carrara c'era un filo diretto tra la dirigenza di questa e tutti i sindaci della provincia, ciascuno dei quali poteva far conoscere direttamente le esigenze del proprio Comune e della propria popolazione. Oggi che le ASL di Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno sono state accorpate e hanno come sede unica Pisa, non solo la dirigenza della sanità pubblica è più lontana geograficamente, non solo si deve occupare di un'area molto più vasta e con una quantità di problemi molto più ampia, ma si interfaccia con uno solo dei sindaci di ciascuna provincia».
L’introduzione della cosiddetta “aslona” dunque ha complicato il sistema, tanto che - prosegue Scattina - «il Sindaco di Carrara per fare presenti le esigenze del suo comune all'ASL deve incaricare il Sindaco di Massa che è l'unico a rappresentare tutti i Sindaci della provincia. Si dice che tutto questo servirà a ridurre le spese, ma non è vero, la sanità pubblica sarà più lontana dai cittadini e le spese resteranno egualmente alte perchè in ogni caso non si vuole mettere mano all'eliminazione degli sprechi».
Il consigliere osserva che «questa rivoluzione - involuzione del sistema sanitario è stata pensata e gestita dalla Regione diretta da un Governatore (Enrico Rossi) e da un Giunta di centro sinistra identica a quella che governa il nostro Comune; quando fu varata i nostri amministratori locali la accettarono supinamente. Già a quel tempo le opposizioni facevano notare le incongruenze e le inevitabili conseguenze a cui ora assistiamo, ma venivamo additati come Cassandre». Proprio sulla base di queste preoccupazioni, ricorda Scattina, «i consiglieri comunali di Carrara il 24/10/2016 hanno votato all'unanimità un documento per impegnare il Sindaco Angelo Zubbani a intervenire perchè le disfunzioni, già previste, determinate dalla creazione del Noa, trovino un correttivo, necessario e già, anche questo, previsto e programmato almeno a parole, nella riorganizzazione dell'assistenza sanitaria sul territorio. In un lungo elenco di 14 punti, i consiglieri comunali hanno impegnato il sindaco a far rispettare, tra l'altro, gli accordi sottoscritti nei PAL dell'ex Asl n°1 e nella Commissione sanitaria del 27 settembre 2016, a realizzare al più presto le due Case della salute di tipo complesso previste ad Avenza e Carrara; a mantenere in attività la struttura socio-sanitaria esistente a Marina di Carrara; ad avviare i lavori per una celere installazione della Risonanza Magnetica al Monoblocco; a chiedere il potenziamento tecnologico e di personale di Radioterapia e Radiologia, in modo che il servizio passa avere una durata giornaliera di dodici ore, per abbattere le liste di attesa e supportare le Case della salute; ad attivare le procedure per il trasferimento della Pet-Tac a Monterosso; a tutelare i diritti e la dignità dei lavoratori dei servizi esternalizzati, ad attivare i lavori per organizzare la scuola infermieri a Monterosso entro il nuovo anno didattico».
Il punto, denuncia Scattina, è che «dopo 5 mesi dall'approvazione di questo documento non è stato realizzato niente. L'inerzia, ormai esemplare, di questa Giunta e di questa amministrazione, ha permesso che niente si muovesse. Evidentemente non hanno voluto disturbare nessuno, ben sapendo che si tratta di materie scottanti, che sicuramente aprirebbero dibattiti e prese di posizione che non hanno intenzione di affrontare. Così, senza coraggio, e decisi a non fare, si sono limitati a perdere tempo, a gettare fumo negli occhi e ad attendere, inerti, le elezioni di giugno, lasciando questa patata bollente - conclude il consigliere comunale - ai prossimi amministratori».
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