Sicurezza
«Non basta l’Astor, i negozi del centro sono abbandonati»
Tarantino (Confimpresa): «Che cosa fa l’amministrazione?» «A parte piazza Aranci con i bimbi, il resto è un mortorio»
MASSA. Non convince tutti la riapertura del cinema Astor come panacea di tutti i mali. «Non crediamo che la riapertura del cinema Astor sia la chiave di svolta per l'economia della nostra città - interviene Antonio Tarantino, presidente di Confimpresa Toscana - piuttosto sarebbe doveroso per l'amministrazione fare una valutazione seria e capire quanti sono i negozi che hanno chiuso e quante sono le nuove aperture. Inutile considerare la passeggiata in via Bastione per l'eventuale riapertura della sala cinematografica la cura dei mali che affliggono questa città. Noi siamo favorevoli ad ogni tipo di evento e il ritorno del cinema lo accoglieremmo positivamente».
Il problema però, a suo dire, è l’abbandono del resto e la mancanza di uno sguardo complessivo che abbracci i problemi dell’intera area. «Non è possibile concentrarsi esclusivamente sul ritorno dell'Astor – spiega Tarantino – senza considerare i contorni e il centro storico. Un centro che è ormai una desolazione, una città disabitata. Basta fare quattro passi in centro per renderci conto della situazione. Salvo alcuni ragazzini che giocano a pallone in piazza Aranci, il resto è un mortorio. Mi chiedo come facciano a resistere le piccole aziende che ancora riescono ad alzare la saracinesca».
«Noi, che siamo del settore - precisa Tarantino - possiamo affermare che tante attività non possono nemmeno concedersi la facoltà di chiudere perché sono in mano alle banche. La realtà è che di fondi chiusi ce ne sono sempre di più. E che dire di Lazzarelli, costretto a ridurre i propri spazi, della chiusura di Valentino, della Trucco di via San Sebastiano? Nemmeno le piccole aziende, come la Rational, ce la fanno a reggersi in piedi. C'è un’emorragia in corso che sta dissanguando il nostro territorio: ridimensionare e chiudere significa perdere posti di lavoro».
Confimpresa chiede all'amministrazione e «a chi si è preso il compito di amministrare questa città, cosa intende fare per risollevare l'economia del tessuto sociale cittadino. Tutto è fermo a cinque anni fa e non possiamo solamente dare la colpa alla crisi. Vogliamo delle risposte: cosa fa l'amministrazione? », conclude.
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