Sicurezza
Montignoso, indagine sui ristoranti nei bagni
La Capitaneria in un’ispezione ha riscontrato un uso ritenuto improprio delle case di guardianaggio degli stabilimenti
MONTIGNOSO. Case di guardianaggio degli stabilimenti balneari trasformate in ristoranti in modo illegittimo: è questa l’ipotesi su cui sta lavorando la Capitaneria di porto di Marina di Carrara per il tratto di arenile di Montignoso; un uso improprio che, a quanto emerge, al momento è solo un’indagine conoscitiva, della quale è stato informato il primo cittadino Gianni Lorenzetti, ma che potrebbe a breve trasformarsi in una vera e propria inchiesta.
A quanto risulta, i militari della Capitaneria di porto, nell’ambito dello svolgimento delle proprie attività istituzionali di vigilanza e controllo in ambito demaniale, arrivati al territorio comunale di Montignoso si sarebbero trovati di fronte a quello che, almeno all’apparenza, è un mancato rispetto, da parte dei concessionari degli stabilimenti balneari, dell’attuale e in vigore piano attuativo dell’arenile relativamente alla destinazione d’uso delle casette di guardianaggio, oltre che il presunto mancato rispetto di quanto previsto nelle rispettive concessioni demaniali marittime
In particolare - ed eccoci al punto - nel mirino ci sono le cucine delle case di guardianaggio; queste cucine sarebbero nate per l’utilizzo da parte del gestore e dei suoi familiari, ed esclusivamente per il periodo di apertura dello stabilimento balneare; ma al contrario, sarebbero di fatto utilizzate per la preparazione dei pasti per l’attività di ristorazione al pubblico, e questo - ipotizza la Capitaneria - in assenza delle autorizzazioni urbanistico/demaniali rilasciate dall’amministrazione comunale; nelle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari ispezionati dai militari della Capitaneria, risulta infatti scritto genericamente “casa di guardianaggio con punto di ristoro o bar” e non quella di ristorante. L’analisi della normativa in vigore entra poi nello specifico: si ricorda che l’articolo 11 del Piano definisce i ristoranti quelle strutture produttive dell’arenile identificate nella tavola numero del Piano con la lettera R come pubblici esercizi (quindi, ad oggi, La Capannina e Beach Club), mentre relativamente alle case di guardianaggio, l’articolo 15 consente solo il trasferimento all’esterno sotto la tettoia fronte mare dello spazio bar che si trova all’interno della stessa.
Che bar e ristorante siano due cose diverse, d’altra parte si spiega nell’articolo 10 del Piano, nel quale si prevede la realizzazione presso la spiaggia comunale di due punti ristoro e di un ristorante. Non solo: l’ordinanza n.70 del 12 giugno 2014 del comune di Montignoso, relativa appunto alle aree di concessione per strutture balneari, stabilisce che queste sono aperte al pubblico durante la stagione balneare almeno dalle ore 8 alle 20 ed è data facoltà al concessionario di prolungare l’orario di apertura fino alle ore 24 per le sole cure salmodiche, termali per elioterapia e per attività sportive e ricreative; la circostanza esclude la possibilità per l’esercente di svolgere qualsiasi attività di ristorazione dalle ore 20 della sera alle 8 del mattino.
Non resta quindi che attendere gli sviluppi. Bisogna capire, come detto, se questo uso ritenuto improprio verrà interdetto oppure se sarà cambiata la normativa. Ma per il pregresso potrebbero esserci delle sanzioni o, come detto, una vera e propria inchiesta della magistratura.
Il sindaco Gianni Lorenzetti osserva: «Gli uffici comunali stanno verificando quanto segnalato dalla Capitaneria, risponderemo nei termini. Faremo le verifiche, ricordiamoci che il sindaco può fare delle deroghe, consentire delle feste. La nostra idea resta quella di fornire servizi e qualità». (m.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
