Sicurezza
«La bonifica al bagno Irene va fatta subito»
Benedetti: «Non c’è nessuna duna mediterranea da salvare». Berti: «È tutto in mano alla Procura»
MASSA. Una interpellanza sulla bonifica del bagno Irene, per chiedere chiarezza sull'accaduto e soprattutto per accelerare l'iter burocratico e autorizzare lo svolgimento dei lavori di pulizia, che permetterebbero l'avvio della stagione estiva.
È il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti ad occuparsi del bagno Irene, assieme ad alcuni esponenti dell' associazione Massa Città Nuova, Mauro Rivieri e Manuela Angeli, schierandosi dalla parte dei titolare dello stabilimento, dopo aver visto le condizioni della spiaggia, delle presunte dune, delle cabine e della spazzatura ritrovata sotterrata e nascosta tra la vegetazione.
«Le notizie diffuse da alcuni ambientalisti sul bagno Irene non rappresentano altro che una bufala- dice Benedetti-; questa mattina ho effettuato un sopralluogo molto accurato che mi ha spinto ad esprimere alcune valutazioni che vanno in controtendenza con le denunce pubbliche degli ambientalisti. Intanto, bisogna ammettere che in quel sito non esiste nessuna duna mediterranea naturale da salvaguardare, semmai, ci sono delle montagnette di rifiuti urbani e materiali solidi ricoperti da sabbia. Per comprendere bene il problema basta scavare con le mani sulle dune per vedere affiorare rifiuti. Anche per quanto riguarda l'amianto- continua Benedetti-, nel rispetto dell'indagine della Procura della Repubblica devo sottolineare è già stato già smaltito in una discarica autorizzata, a spese dei proprietari. Il problema dal mio personale punto di vista non è più di tipo ambientale, ma solo turistico, poiché eventuali ritardi sulla bonifica generale, potrebbero non solo danneggiare l'immagine del nostro territorio, ma compromettere la stagione balneare del bagno, causando un danno vero e proprio in termini economici all' intero comparto».
«Oggi il sito è interessato da un provvedimento comunale che ha fermato i lavori in attesa di ulteriori accertamenti- conclude Benedetti- ma bisogna considerare che i titolari della concessione non hanno nessuna responsabilità sui rifiuti e sull'amianto ritrovato, avendo anche presentato tutte le richieste di autorizzazione per pulire e bonificare».
Ma il vicesindaco di Massa, anche assessore all'Ambiente Uilian Berti ritiene di avere, adesso, le mani legate: «Del caso si sta occupando la magistratura- spiega- e quindi non abbiamo più alcun titolo per intervenire in quell'area. Anche volendo non potremmo sbloccare i lavori, se non dopo il permesso della Procura. Detto questo è bene specificare che la legge parla chiaro: chi inquina paga e, qualora non si ritrovino i responsabili dell'inquinamento, a pagare deve essere il proprietario dell'area, in questo caso l'agenzia del Demanio».
Manuela D'Angelo
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