Attenzione
Inaugurata la nuova sede dell’Ugl
«Siamo preoccupati dai dati della disoccupazione in provincia»
MASSA. È è stata inaugurata, in via Pascoli n° 57 a Massa, la nuova sede dell'Utl-Ugl Massa-Carrara guidata dal Segretario Provinciale Bruno Quieti. Molti, tra iscritti e simpatizzanti, di tutte le età, hanno seguito con interesse gli interventi per il sindacato del segretario provinciale Quieti, di Battista Andreazzoli, Lisena Mario Carlo e del segretario Confederale Ezio Favetta. A portare il saluto del patronato Enas Ugl anche il direttore provinciale Daniele Pepe. «Durante questa giornata di festa - afferma Bruno Quieti - non potevano non essere evidenziati, tuttavia, i gravi problemi che affliggono il nostro paese: nel 2016 oltre 100 mila giovani hanno lasciato l'Italia per cercare lavoro all'estero, senza parlare dei pensionati che emigrano in paesi anche a noi vicini, per poter vivere decorosamente. Per quanto riguarda la situazione locale è preoccupante che i dati sulla disoccupazione siano sempre così alti. Dopo la chiusura dei grandi complessi industriali dei primi anni '90 (ad esempio la Dalmine), poco o niente è stato fatto per dare risposte concrete. Preoccupazione per quanto riguarda anche la situazione della Rational che vede coinvolti 24 lavoratori. Penso che una parziale, ma significativa soluzione alla crisi che affligge il mondo del lavoro e della produzione, potrebbe essere il modello partecipativo, uno dei cavalli di battaglia portato avanti da sempre dall’Ugl». Durante la cerimonia è stata ricordata anche la figura del noto Avvocato massese Giacomo Brondi, fondatore e segretario a Massa-Carrara, dal 1955 al 2003 della Cisnal prima e dell'Ugl poi. Aggiunge Daniele Pepe: «L'apertura della nuova sede del sindacato darà nuova linfa alle battaglie che a livello locale stiamo portando avanti e che vedono il patronato Enas e l'Ugl uniti a fianco di pensionati, lavoratori, giovani e disoccupati. Nella professionalità e nella serietà di sempre proseguiamo nel nostro cammino che ci vede sempre più diventare rappresentanti di un tessuto sociale locale che ha bisogno di essere tutelato».
Sara Lavorini
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