La manifestazione
Via i cassonetti e c’è chi butta per strada
Mucchi di rifiuti dove prima c’erano i bidoni. E in centro arrivano le isole ecologiche: «Le aperture sono troppo in alto»
MASSA. Come la sindrome dell’arto fantasma, che porta a credere di sentire la parte amputata laddove non c’è più, da tre giorni alcuni massesi soffrono di analogo disturbo per i bidoni della spazzatura. Sabato l’Asmiu ha portato via gli ultimi cassonetti, quelli che servivano la zona della Ztl come altre parti del centro della città, ma evidentemente non tutti hanno notato l’assenza. E hanno continuato a conferire. Per terra.
Come il suo corrispettivo medico, la sindrome del cassonetto fantasma non è andata via dopo i primi sintomi. E se domenica mattina le squadre dell’Asmiu, rimossi da qualche ora i cassonetti, si sono trovati a raccogliere spazzatura d’ogni genere da terra, anche lunedì Massa si è svegliata con angoli di spazzatura creativa.
«Stamattina presto le squadre sono passate – ci spiega uno degli operatori Asmiu dislocato in via Prado – ma la situazione era incredibile. Il bidone nero per i rifiuti vegetali, l’unico rimasto, era sepolto dai sacchetti. C’era persino un letto». Ecco, quello non entrerebbe comunque nelle isole ecologiche.
Già perché a fronte dell’amputazione c’è un’altra novità. Da ieri mattina in via Prado, via Bastione e sotto al Comune sono arrivate le isole ecologiche. “Astronavi” con una serie di bocche collocate in alto sui due lati dove gettare i rifiuti. Divisi per tipo s’intende: organico, plastica, rifiuti indifferenziati e gli appositi spazi per i medicinali e le pile scariche. Per aprirli bisogna passare una tessera, consegnata dall’Asmiu negli scorsi giorni, sopra un sensore e si apre la porta per il conferimento.
Ad aiutare con la novità i massesi saranno degli operatori Asmiu che per il primo mese staranno “a guardia” delle isole, pronti a dare consigli e spiegazioni. E ieri è stato il via vai.
La curiosità per la novità ha portato molti ad avvicinarsi, anche chi non aveva niente da gettare. "Dove va questo?", "Come si aprono?", "Ci vuole per forza la tessera?", le domande più frequenti.
Ma la novità non è piaciuta a tutti. Se c’è chi si è limitato ad arrivare e differenziare il proprio rifiuto, altri con più puntiglio hanno rilevato subito dei problemi.
Una signora infatti è arrivata con l’organico, lo ha gettato e fin qui tutto bene. Ma tra i rifiuti c’era anche la lettiera del gatto. E per quella bisogna aspettare il giovedì, unico giorno disponibile. «E io cosa faccio, me la tengo in casa per giorni? Non posso nemmeno metterla sul balcone e appestare con l’olezzo i vicini. Non mi sembra una gran soluzione».
Una signora in via Prado ha portato con sè plastica e altri rifiuti. Solo che nota un problema: i bocchettoni sono posti troppo in alto. Per passare la tessera deve allungarsi sulle punte, premere il bottone e aprire le porte. «È scomodo e c’è anche gente più bassa di me. E poi come fa chi magari è sulla carrozzina o ha un bastone da passeggio. Potevano pensarli meglio».
In ognuna delle isole il traffico di curiosi è stato costante per tutto il giorno. Sono i primi tempi, toccherà abituarsi. E dall’altra parte provare a venire incontro alle difficoltà segnalate dai cittadini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
