Sicurezza
Il flop apuano “salva” il resto della Toscana
Il nuovo software del Cup slitta di un mese nelle altre province così da risolvere tutti i problemi emersi
MASSA. Ora che la cavia ha mostrato i problemi ancora irrisolti dell’esperimento, la Regione ha deciso di far slittare di un mese l'applicazione del nuovo software per i Cup nel resto della Toscana. La novità doveva approdare in Versilia già dalla prossima settimana, ma l’appuntamento è stato rinviato all'inizio di maggio, in modo da permettere agli ideatori di risolvere alcune questioni tecniche oltre che a fornire una formazione più corposa al personale che dovrà far fronte alle richieste degli utenti. Gli stessi problemi che hanno riguardato questo debutto sfortunato nei centri della provincia di Massa-Carrara, dove la situazione è migliorata ma ancora non del tutto idilliaca. Nei maggiori Cup, come quello di via Bassa Tambura, a ieri i tempi di attesa erano ancora di circa quaranta-cinquanta minuti, con una media di quaranta persone davanti al proprio turno. «L’analisi politica sta nel sospetto che la Regione abbia voluto colpire Massa, perché altrimenti non si spiega» dice Giancarlo Casotti, presidente della commissione consiliare sulla Sanità.
Il debutto massese. La polemica è legata soprattutto al fatto che la Regione abbia deciso di voler far debuttare questo nuovo software a Massa, creando diversi disagi agli utenti che in molti casi hanno dovuto attendere delle ore (o anche un giorno) per riuscire a prenotare una visita dal medico o comunque per accedere ad uno dei servizi sanitari. Software che nei programmi originali avrebbe dovuto sbarcare in Versilia e Lucca dalla prossima settimana, per poi arrivare a Livorno, a Pisa e al resto delle aree vaste, salvo poi rimandare tutto di un mese in modo da risolvere i problemi che si sono manifestati proprio qui, nella provincia apuana.
«Voglio formare meglio il personale» spiega Casotti, che ieri ne ha discusso con Enrico Raggi, responsabile Cup dell’area vasta nord ovest.
La commissione. Asl e amministrazione si sono incontrati ieri mattina, in seno alla commissione sanità, presieduta appunto da Casotti (Socialisti per Massa). «I cittadini hanno dovuto subire un grande disagio e non percependo che la responsabilità della scelta è della Regione finiscono con il prendersela con l’amministrazione, anche se non c’entra nulla - spiega Casotti - Non so se ci sia un gioco politico dietro, ma la Regione sembra abbia voluto colpire Massa, quando forse poteva partire da un’altra realtà più piccola dell’area vasta». L’Asl ha comunque garantito che non appena tutti i problemi saranno risolti, il nuovo software porterà all’abbattimento delle liste d’attesa. Così, la commissione si è chiusa dandosi l’appuntamento a quando il sistema sarà a pieno regime, in modo da valutarne gli effettivi benefici.
Comune e Sanità. Ma la mattinata e le polemiche in materia di sanità in municipio non si sono limitate al Cup. Ieri era infatti in programma la conferenza dei capigruppo per discutere dell’argomento, ma per la terza volta in un mese è andata deserta. Il grande assente è stato il Pd, alle prese anche con le scissioni interne. «Senza i suoi esponenti non raggiungiamo il numero legale - spiega furioso Casotti - Il Pd non vuole risolvere i problemi della sanità, compreso il sindaco Alessandro Volpi che ancora non ha preso posizione». Eppure gli argomenti all’ordine del giorno erano molti, dalla Casa della Salute ai distretti periferici e delle Villette fino alle questioni legate al Noa e al Sert.
«In quattro anni non è stato fatto nulla nel campo della sanità - conclude Casotti - Il Partito Democratico e il sindaco non vogliono risolverne i problemi: ormai è chiaro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
