La manifestazione
“Gli anni bui della Repubblica”
Scritto dall’ex maresciallo Angeloni, racconta della mafia nelle Apuane
MASSA. S’intitola "Gli anni bui della Repubblica" (BookSprint Edizioni), il libro di Piero Franco Angeloni, ex maresciallo della Guardia di Finanza, presentato ieri nella sede del Consiglio regionale della Toscana.
Il volume, spiega una nota, è dedicato alla ricostruzione di uno dei protagonisti delle indagini che negli anni '90 videro la magistratura apuana muoversi sulle infiltrazioni mafiose nel territorio apuano, indagini avviata nei primi anni '90 dal giudice Augusto Lama, all'epoca sostituto procuratore della Repubblica a Massa.
Alla presentazione sono intervenuti il presidente dell'Assemblea toscana Eugenio Giani, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, e Augusto Lama, giudice del lavoro del Tribunale di Massa.
Il libro raccoglie alcuni aneddoti della carriera professionale di Angeloni, episodi salienti, gli istanti più intensi della vita dell'autore nelle Fiamme gialle.
«Ho voluto portare alla ribalta questo libro - ha spiegato Bugliani - perché credo che esso possa essere uno strumento importante per provare a far luce su un periodo di storia recente forse ancora troppo poco analizzato e chiarito. Il volume di Angeloni, oltre a simboleggiare l'attaccamento allo Stato e la grande professionalità di un operatore di giustizia, deve rappresentare per noi anche un invito a non abbassare la guardia sulle infiltrazioni mafiosi in Toscana, come le cronache recenti e gli allarmi della magistratura ci insegnano. Voglio ringraziare Angeloni perché la sua testimonianza e il suo esempio di servitore dello Stato sono per noi una lezione da apprendere e da non dimenticare. E voglio ringraziare il dottor Lama - ha concluso Bugliani - perché le indagini raccontate nel libro, fanno emergere una figura di magistrato coraggioso, una vita improntata alla passione civile»
Il volume, riproducendo atti processuali, intercettazioni ed informative delle forze dell’ordine, ricostruisce l’indagine sulle infiltrazioni della mafia siciliana alla cave di Carrara. Angeloni era stato braccio destro di Lama in quell’inchiesta, che fu bloccata quando l’allora ministro della giustizia Claudio Martelli aprì un procedimento disciplinare contro il magistrato, sulla base di un esposto che censurava le sue esternazioni alla stampa.
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