Sicurezza
Furto al supermercato per fame
Le donne si sono giustificate, ma la denuncia è scattata lo stesso. Aumentano i casi
MASSA. Quando le hanno sorprese a rubare generi alimentari hanno detto di averlo fatto perché avevano fame. Questo non ha impedito di essere denunciate a piede libero per furto aggravato. Protagoniste due donne italiane, la più anziana sessantenne e l’altra quarantenne. Le due erano state viste dagli uomini della sorveglianza trafficare tra gli scaffali, quelli dove si trova la merce a più buon mercato. Non erano bravissime e quindi non sono riuscite a passare inosservate. La loro azione è durata per quasi un’ora perché non trovavano mai il momento giusto per allungare la mano, ci provavano e poi tornavano sui loro passi per paura di essere scoperte. Un tira e molla andato avanti fino al momento di uscire, quando sono state fermate dai vigilantes che hanno chiesto loro di aprire cappotto e giubbotto per vedere cosa c’era all’interno delle tasche. Ed è saltata fuori la spesa fantasma. Con conseguente telefonata alle forze dell’ordine, che sono arrivate all’Esselunga e hanno raccolto le testimonianze degli addetti alla sicurezza. C’erano anche i video che mostravano le donne mentre si rifornivano. E così è scattata la denuncia, nonostante la sessantenne abbia raccontato una storia fatta di indigenza: «Non sapevamo cosa mangiare e avevamo fame».
Una scusa che poteva evitare i guai che le due passeranno, soltanto se fosse stata un po’ più credibile. Visto che comunque tra la refurtiva c’erano anche prodotti di marca. Solitamente il furto per necessità lo fanno gli anziani quando non riescono ad arrivare alla fine del mese con la pensione. I casi sono diversi e capitano quasi tutti i giorni. Anche a Massa. Ma quando vengono sorpresi al massimo addosso hanno un pacchetto di minestrina, dei dadi da brodo oppure dei salumi a buon mercato. E in un paio di occasioni sono state le stesse forze dell’ordine che hanno fatto la spesa ai vecchietti colti con le mani nel sacco.
Qualche giorno fa, invece, una diciassettenne era stata sorpresa con alcuni reggiseno e svariate mutandine infilate in una tasca interna del giubbotto e ai vigilantes aveva detto che gli indumenti le servivano perché aveva un fidanzato molto esigente in fatto di biancheria intima e lei non aveva così tanti soldi da accontentarlo tutte le volte che si incontravano. E così piuttosto che deluderlo si era trasformata in una ladruncola. Ma il colpo era andato male ed era stata denunciata a piede libero per furto, con l’aggravante di essere minorenne.
A riprenderla in questura per portarla a casa, dopo che la direzione del supermercato aveva avvertito la polizia, erano stati i genitori. All’oscuro del fidanzato e all’oscuro di questa sua propensione ad andare contro il codice penale. Ma il furto di capi di abbigliamento è all’ordine del giorno, ormai i malviventi staccano le placche anti taccheggio con facilità. Difficilmente la passano liscia, come fanno capire le denunce che polizia e carabinieri fanno per questo genere di reato. I numeri però evidenziano come il fenomeno stia prendendo sempre più piede. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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