Sicurezza
Firenze accoglie l’Arco di Palmira
Emozione (e tanti selfie) per la riproduzione realizzata dall’azienda carrarese Tor Art
CARRARA. Grande emozione (ma anche decine di “selfie”) a Firenze, per l’esposizione dell’Arco di Palmira made in Carrara grazie alla professionalità di Tor Art. L'arco di Palmira è «un simbolo col quale tutti noi da Firenze vogliamo inviare un messaggio di pace e resistenza contro il terrorismo e la violenza», ha spiegato Dario Nardella, sindaco di Firenze, svelando ieri mattina in piazza Signoria la riproduzione dell'arco del tempio di Bel distrutto dall'Isis. Firenze è la prima città italiana a ospitare la riproduzione, dopo Londra, New York e Dubai, in occasione del G7 della cultura. La riproduzione, che sarà esposta in piazza della Signoria fino al 27 aprile (poi andrà a San Graziano di Arona 29 aprile - 30 luglio), è nata nell'ambito del progetto "The Million Image Database" per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale mondiale, promosso da The Institute for Digital Archaeology in collaborazione con Unesco, Università di Oxford, Museo del Futuro di Dubai e governo degli Emirati Arabi Uniti. La copia dell'Arco è stata realizzata da Torart, azienda di Carrara guidata da due giovani imprenditori (Giacomo Massari e Filippo Tincolini) e specializzata in scultura, nell'applicazione delle nuove tecnologie nella lavorazione del marmo, in pietre e materiali duri di diversa natura. Palmira, ricorda il Comune di Firenze, «è un sito dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, e il suo arco distrutto è diventato il simbolo della rinascita, della ricostruzione e della conservazione delle opere appartenenti al patrimonio dell'umanità e alla storia della civiltà che altrimenti andrebbero persi e dimenticati».
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