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Tanti auguri a papà Bernardeschi: festa con Federico e i marmisti

Tanti auguri a papà Bernardeschi: festa con Federico e i marmisti

Ha spento le cinquanta candeline nel ristorante Le Scuderie di Cocò, a due passi da Sarzana. Una cena a cui hanno partecipato gli amici di una vita, conosciuti per le vie di Carrara o nelle cave di marmo

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CARRARA. Mezzo secolo tra famiglia, marmo, sacrifici, passione e pallone. Tutte componenti che hanno preso forma nella festa di compleanno per Alberto Bernardeschi, padre del numero dieci della Fiorentina Federico, che sabato sera ha spento le cinquanta candeline (anche se la data esatta era il 20 marzo) nel ristorante Le Scuderie di Cocò, a due passi da Sarzana. Una cena a cui hanno partecipato gli amici di una vita, conosciuti per le vie di Carrara o nelle cave di marmo,dove Alberto lavora da trentasette anni. «I colleghi mi hanno regalato anche delle piccole sculture in marmo - racconta Alberto ridendoci sù - Gli ho detto: grazie, oggi ancora non ne avevo visto neanche un po’».

Risate, scherzi e aneddoti hanno accompagnato la serata, in cui il figlio Federico non è certo passato inosservato. Non potendo infatti rispondere “presente” alla chiamata del commissario tecnico della nazionale Giampiero Ventura a causa di un infortunio, il fantasista viola non ha voluto perdersi i festeggiamenti per il padre. Il suo un regalo «personale», come lo definisce Alberto: un orologio con tanto di dedica. «Una dedica che un figlio fa al proprio padre» continua il neo cinquantenne.

Federico ha anche preso la parola rivolgendogli un brindisi, accompagnato dagli applausi degli amici di Alberto. «Ma questa volta l’attenzione non era per lui, ma per il vecchio padre - continua scherzoso Alberto - Anche perché tutti gli invitati erano amici di famiglia, che conoscono Federico da tempo: per loro resta il bambino. E questa volta - ride ancora - il festeggiato era il padre». Non hanno neppure chiesto con quale maglia giocherà il prossimo anno? «No, nessuno ha chiesto niente, anche perchè non lo sappiano neppure noi» prosegue Alberto.

Era lui infatti il festeggiato con le sue cinquanta candeline, che hanno illuminato, insieme agli aneddoti degli amici, una vita di passione, fatta del sudore della fronte e di sacrifici, non solo per Federico ma per tutta la sua famiglia, ripagati poi nel corso degli anni. «È stata una serata stupenda - conclude il festeggiato – Ci siamo divertiti molto e, confesso, a tratti mi sono pure commosso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web