Il Tirreno

Pontremoli ritrova Villa Dosi e la sua anima barocca

di Riccardo Sordi
Pontremoli ritrova Villa Dosi e la sua anima barocca

La storica dimora nobiliare torna visitabile grazie a Sigeric. Un viaggio suggestivo tra affreschi e saloni settecenteschi

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PONTREMOLI. Il centro di Pontremoli è distante appena un chilometro: il Castello del Piagnaro sembra appeso lì sopra e quasi pare che lo si possa sfiorare, con la sua inconfondibile caratteristica tozza e compatta di costruzione fortificata. Eppure, basta quel breve tratto di cammino lungo il viale dei Chiosi per giungere a Villa Dosi ed entrare in un altro mondo, in un’altra epoca dove le catene del tempo sembrano essersi spezzate e la polvere dei secoli essere volata via. Un mondo che oggi si può riscoprire e rivisitare grazie ai tour di Sigeric (cooperativa di guide turistiche del territorio) che offre l’occasione di conoscere questa perla del Barocco seicentesco, inaccessibile per anni, con la visita guidata sia degli interni della villa che del magnifico parco. Ed è stato una delle guide del SIgeric, Francesco Bola, a farci entrare in questo affascinante mondo intimamente legata al territorio.

Villa Dosi fa parte ormai da oltre tre secoli della storia pontremolese e ancora oggi è un’imprescindibile riferimento per chi arrivi con il treno da Parma, rappresentando uno dei primi importanti segnali visivi dell’ingresso in Lunigiana. Una villa che costituisce uno dei patrimoni artistici più grandi e prestigiosi del comune, immersa in piena campagna vicino al corso del torrente Verde. Il risultato lo abbiamo ancora oggi sotto gli occhi quando si osserva dall’alto il letto del Verde, dove il caratteristico paesaggio della villa rallegra la vista e l’anima. Dal ponte della Cresa il lungo viale alberato (il viale dei Chiosi) risale la sponda del fiume in linea retta fino al ponte, costruito da Carlo Dosi nel 1705, poi prosegue piegando ad angolo retto tra campi seminati fino a raggiungere il cancello della dimora al di sopra del quale svettano due cedri del Libano le cui fronde proteggono alla vista l'architettura della casa. Oltre il cancello, si entra nel parco della villa al cui centro si sviluppa un’armoniosa scala a tenaglia ornata con statue in marmo (non perfettamente conservate e restaurate) che conduce al grande loggiato aperto verso la campagna.

La struttura esterna della villa è molto misurata e quasi austera, pur nel superbo gioco di prospettive e simmetrie che si armonizzano in una composizione unitaria. Una compostezza che fa da splendido contraltare allo sfarzo e alla ricchezza delle decorazioni barocche del salone dell’ingresso, che evocano la meraviglia e il sublime, con elementi armonici che mirano ad esaltare e riscrivere l'audacia e l'esuberanza barocca. Il salone è stato affrescato (a cavallo tra XVII e XVIII secolo) da due importanti artisti che avevano compiti ben distinti. Chiamato a dipingere le figure il pittore fiorentino Alessandro Gherardini (tra queste si segnalano le “tre parche”) e dalle quadrature prospettiche di Francesco Natali, che sembrano dilatare, con il suo uso dello spazio, il salone. Vi sono poi statue in marmo, arredi e poi spicca la bella consolle dell'artista bellunese Andrea Brustolon.

Il resto della villa, pur non toccando i vertici del salone principale, è ricco di arredi, quadri di notevole bellezza, soprattutto del '700 napoletano. Ora ogni mercoledì da aprile a ottobre, su prenotazione, Sigeric aprirà le porte di questa stupenda villa, per permettere di visitare questa villa dall’incredibile fascino e storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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