Sicurezza
No al reddito dell’ex marito Il Tar condanna le Entrate
L’Agenzia non aveva concesso i documenti a una donna ucraina divorziata Ma la legge ne prevede il diritto purché i figli della coppia siano residenti in Italia
MASSA. Un caso che va a chiarire un aspetto sulla normativa legata ai divorzi. Nella fattispecie, il Tar della Toscana spiega che nel caso in cui una coppia, residente in Italia, si sposa e divorzia nel proprio Paese d'origine, le due parti hanno comunque diritto all'accesso della documentazione amministrativa legata all'ex coniuge, purché appunto risieda in Italia, soprattutto se in mezzo ci sono dei figli. Una normativa che ha imparato a sue spese la direzione dell'Agenzia delle Entrate di Massa-Carrara, condannata dal tribunale a pagare 3.000 euro per non aver concesso a una donna ucraina di accedere alle dichiarazioni dei redditi dell'ex marito.
Il caso parte con la storia di questa coppia dell’Est europeo, che convola a nozze nel 2003: un’unione, celebrata in Ucraina, da cui nascerà una bambina nel 2012. I due intanto si trasferiscono sulle Apuane, dove il loro matrimonio arriverà al tramonto: il divorzio viene infatti sancito nel 2016 dal giudice ucraino. Pochi mesi dopo, la donna va all’Agenzia delle Entrate di Massa e presenta istanza di accesso alle dichiarazioni dei redditi dell’ex marito relative agli ultimi tre anni, spiegando nelle motivazioni che il divorzio ha portato delle modifiche nel quadro economico familiare. Gli uffici però non rispondono e la donna fa ricorso al Tar. «Per la sentenza di divorzio pronunciata all’estero anche se non trascritta all’anagrafe in Italia - spiega il Tar - sussiste la giurisdizione italiana riguardo alle domande di modifica delle condizioni relative all’affidamento dei figli e agli obblighi di mantenimento, allorché gli stessi siano cittadini italiani ovvero anche solo residenti abitualmente in Italia». In questo modo, il giudice ha accolto il ricorso della donna, condannano la direzione di Massa-Carrara a pagare oltre 3.000 euro. (a.f.)
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