Il Tirreno

«Per rilanciare Carrara serve un ventennio»

di Cinzia Chiappini

L’invito a Berlusconi a investire sul centro storico e un patto con gli industriali La ricetta di centrodestra per salvare la città prevede anche una valuta locale

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CARRARA. Il centro destra carrarese cala l’asso nella manica e in occasione della presentazione del candidato sindaco Maurizio Lorenzoni, brucia tutti gli avversari annunciando gli obiettivi per i primi 100 giorni di governo. Tanti gli esponenti accorsi ieri mattina all’enoteca Velia di Carrara a tenere a battesimo il progetto: per Fratelli d’Italia sono intervenuti Elena Squillaci, Lorenzo Baruzzo, Luigi di Giovanni, Marco Guidi e Manfredo Biancali; per la Lega Nord Alida Lobascio e Nicola Pieruccini; per Forza Italia Matteo Mastrini, Lanmarco Laquidara e Maria Elena Musetti.

Gli alleati sono convinti che in poco più di tre mesi si possa imprimere una svolta alla città, avviando l’uscita da Gaia, lavorando all’installazione di un punto di Primo Soccorso a Carrara e con un piano di rilancio del centro storico da avviare con Silvio Berlusconi: «Gli abbiamo chiesto di lanciare un’opa una sorta di offerta pubblica d’acquisto per ristrutturare il patrimonio, incentivare gli acquisti e dunque ripopolare la città» ha spiegato Lorenzoni.

Carrara dunque come Milano2, anche se, ha precisato il candidato sindaco, «per rilanciarla c’è bisogno di un ventennio visto che partiamo da una topaia, da un luogo di grande degrado». La responsabilità è di chi ha governato fin qui, vale a dire di quel centro sinistra che «presentandosi frammentato ci offre il fianco, e noi vogliamo cogliere l’occasione purchè uniti possiamo puntare al ballottaggio con i grillini» hanno spiegato gli alleati.

Sul fronte della fiscalità, la coalizione, propone un abbassamento generale delle tasse «e basta bilanci quadrati a suon di multe: i Vigili Urbani pensino piuttosto alla sicurezza» ha detto Lorenzoni, annunciando che gli equilibri saranno mantenuti attraverso un patto con gli industriali del marmo ma anche con l’emissione di “boc”ovvero “buoni ordinari comunali” e purchè no, nel tempo con l’emissione di una valuta “carrarese”. Prima di allora però, Lorenzoni conta di incassare il sostegno delle imprese del lapideo: «Offrirò loro agevolazioni, una riduzione del canone sotto il 10% e la chiusura di tutti i contenziosi, anche quelli sui Beni Estimati. Non vogliamo le aste ma in cambio loro investano di più sulla città, e accettino per i primi due anni di pagare un contributo straordinario».

Grazie a questa boccata di ossigeno il centro destra creerà un polo scolastico sfruttando le palazzine di Monterosso dove dove si insedieranno gli istituti superiori e una nuova Università dei Mestieri; incrementerà i posti auto gratuiti per rilanciare il commercio e infine investirà di più sul turismo. Un capitolo su cui Lorenzoni ha annunciato progetti importanti: «La scelta del sito di Imm/CarraraFiere fu un errore: noi la ricollocheremo, all’interno del polo artigianale di viale Galilei, e lì favoriremo l’insiediamento di attività ricreative e ricettive». Quanto al «pessimo biglietto da visita» del Marble Hotel, secondo Lorenzoni «o si trova il modo di aprirlo o altrimenti faremmo bene a chiamare gli aerei francesi che hanno abbattuto il Dc9 sui cieli di Ustica, per bombardarlo».

Ma il centro destra non dimentica nemmeno i paesi a monte, per cui sarà istituita una delega ad hoc, nè gli altri problemi della città, ma anzi sollecita i carraresi a «contribuire al laboratorio delle idee con i loro suggerimenti» e lascia aperta una porta alla Lista Trump, a patto che ritiri il suo candidato sindaco.

Lorenzoni, dal canto suo definisce la sua corsa alla guida della città come «un sacrificio» e ammette con una buona dose di onestà che, se non vincerà, tornerà a fare l’amministratore delegato a tempo pieno della sua impresa e lascerà il posto in consiglio comunale a qualcuno «con più energie e più voglia».

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