Sicurezza
L’elisoccorso non può atterrare, l’odissea di un sessantenne
L’uomo colpito da malore era a Vinca, ma la piazzola non è ancora adatta per il Pegaso, così l’ambulanza l’ha dovuto portare a Gragnola: ora è gravissimo a Pisa. La denuncia dei familiari
FIVIZZANO. Lungaggini burocratiche bloccano l'apertura della piazzola per l'elisoccorso a Vinca e venerdì 24 marzo per un sessantenne colpito da un grave malore è stata una vera odissea poter raggiungere l'ospedale con l'elicottero Pegaso in tempi utili. A denunciare la grave situazione dei soccorsi nei paesi decentrati di montagna sono gli stessi famigliari della persona soccorsa, di 60 anni, colpita da un grave problema al cuore, che ora versa in gravi condizioni all'ospedale Cisanello di Pisa.
L'uomo, così come riferiscono i famigliari, ha accusato il grave malore attorno alle 17 di venerdi scorso. Subito la richiesta di soccorso al servizio di emergenza-urgenza del 118, in quanto il sessantenne era già sofferente di disturbi cardiaci. Quindi sul posto interveniva un'unità medica e un'ambulanza del 118 e nel frattempo veniva richiesto l'intervento dell'elicottero Pegaso. Il mezzo aereo poco dopo giungeva nella località montana fivizzanese ma rimaneva in quota in quanto non c'erano spazi idonei per l'atterraggio. Per mezzo del verricello di bordo venivano calati un medico e un rianimatore per prestare ulteriori soccorsi al sessantenne che versava in gravi condizioni. Ma proprio per le sue precarie condizioni di salute veniva esclusa la possibilità di poterlo issare a bordo con lo stesso verricello.
Da qui l'elicottero cominciava la ricerca di uno spiazzo idoneo per l'atterraggio mentre passavano minuti preziosi per assicurare l'uomo alle necessarie cure ospedaliere. Dapprima si era pensato al campo sportivo di Monzone, ma la strada di accesso era impraticabile per le ambulanze, quindi si è deciso di fare atterrare il Pegaso al campo sportivo di Gragnola. Mentre da Vinca partiva l'ambulanza per recarsi a Gragnola con il sessantenne. a bordo.
Il tutto terminava circa due ore dopo la chiamata al 118, affermano i famigliari, con il congiunto che veniva condotto dal Pegaso all'ospedale Pisano di Cisanello per essere sottoposto alle cure del caso.
Insomma per i famigliari è impensabile possa trascorrere così tanto tempo per raggiungere l'ospedale e la polemica si sposta sulle lungaggini burocratiche che a distanza di un anno dall'inizio della realizzazione non permettono ancora l'utilizzo della piazzola costruita per l'elisoccorso a Vinca, finanziata da privati.
E sulla vicenda interviene Federico Agostini della Cgil ufficio Politiche Disabilità Massa-Carrara che sostiene: «Questo episodio mi fa riflettere sulla situazione in cui versa la nostra sanità. Una persona si sente male in una delle frazioni della Lunigiana di venerdì pomeriggio. Un ospedale, Fivizzano, che adotta il "week surgery" la chiusura dell'intero reparto di chirurgia per il fine settimana. Un elicottero che si alza in volo alle 18 e rimane a disposizione per circa due ore a quasi 20km di distanza da dove è stato richiesto l'intervento è a 7 km dall'ospedale più vicino. L'impossibilità di atterrare a Vinca ha dell'incredibile. Un paese dove in estate la presenza di turisti, di gitanti, di escursionisti ed alpinisti è molto elevata. Non è questo che si meritano gli abitanti di queste vallate. Quando chiedi alle istituzioni di intervenire in qualche modo ti senti rispondere che purtroppo non ci sono risorse o peggio ancora "non ci sono i numeri per garantire il servizio". Gli esseri umani, le persone non sono numeri! Non sono problemi! Tutti, pure l'ultimo abitante della frazione più sperduta ha diritto ad avere assistenza e aiuto, chiunque esso sia. La sanità pubblica non è una merce, non è un servizio a pagamento ma un diritto costituzionale.È per questo che occorre intraprendere una nuova strada. Ripartiamo dal sostegno al lavoro, dalla creazione di nuove opportunità che permettano ai giovani di rimanere e agli anziani di continuare a vivere con la garanzia di un aiuto, di un sostegno, di quel poco che ci chiedono ma di cui tanto hanno bisogno».
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