Italia
«Ci sono stati errori con il software»
Sulle lunghe code l’assessore Saccardi fa autocritica: «Ci scusiamo, servizio complesso ma si va alla riduzione dei tempi»
MASSA. La riforma del Cup, o “rivoluzione” come dice lei, l’assessora alla sanità Stefania Saccardi l’ha battezzata “Cup 2.0”. Quello che non aveva previsto, e che probabilmente andava gestito meglio, era che file e attese agli sportelli, con il nuovo sistema, non hanno seguito l’evoluzione “due punto zero” ma sono retrocesse allo stadio involuto 0.1.
A farne le spese i pazienti di Massa Carrara, incolonnati per due giorni agli sportelli mentre dentro le macchine i software aggiornati mettevano a dura prova operatori e cittadini. Abbiamo chiesto cosa non è andato proprio all’assessora, ospite a Massa di un convegno sull’Ecografia in urgenza a Villa Cuturi.
Assessore, “la rivoluzione è sempre per tre quarti fantasia e per un quarto realtà”, diceva Bakunin. Ci dica che la realtà non è solo quella delle code raddoppiate...
«No, certo che no. Il sistema è nuovo ed è andato in difficoltà. È chiaro che quando c’è una novità non sempre è facilissimo gestirla. Noi ci scusiamo per il disagio che si è venuto a creare, ma da qualche parte si doveva cominciare. I risultati si vedranno tra poco».
Chi è rimasto bloccato però, magari ha guardato poco in prospettiva, però si è chiesto: proprio da qui dovevano iniziare con i disagi?
«È un sistema che ha bisogno di un certo rodaggio. Non siamo partiti dal servizio Cup di Massa Carrara per un dispetto».
L’impressione agli sportelli era che agli operatori non fossero preparati per le novità. Non si poteva fare una sperimentazione a porte chiuse del nuovo software?
«Immagino che delle prove si siano fatte. Chiaramente non è che tutti i dettagli pratici, come l’avvio di un software, può seguirli l’assessore. Altrimenti non avrei il tempo di stare dietro a molte altre cose».
C’è chi ha preso il biglietto alle nove di mattina e ha potuto parlare con qualcuno solo tre ore dopo...
«Evidentemente c’è stato un errore e di questo ci scusiamo. Se non è stato fatta una prova sicuramente si doveva fare. Ora però il problema è alle spalle e il sistema è ripartito».
Di preciso cos’è che è cambiato?
«Stiamo affrontando il problema delle liste d’attesa cercando di scomporre la domanda. Abbiamo visto in passato che aumentando l’offerta e basta si ottiene solo l’effetto di un aumento della domanda. L’offerta a volte droga la domanda. L’immissione di risorse risolve il problema per un tempo troppo limitato».
Fuor di metafora economica, cosa sta cambiando?
«l nuovo sistema dei Cup ci consentirà di mettere in rete le agende, anche e soprattutto dell’area vasta. Si arriverà a un risparmio di tempo e delle attese, creando dei percorsi privilegiati per alcune categorie di pazienti che abbiamo individuato».
Quali?
«Beh ci saranno dei follow up oncologici per iniziare. Sono una percentuale importante dei pazienti: chi dovrà fare una radiografia all’interno di un percorso oncologico avrà un suo percorso. E così si allegeriranno le liste».
Nessun altro?
«Sì, poi seguiranno i pazienti con le malattie croniche, che verranno divisi dai percorsi seguiti dal cup ordinario».
Più di uno in questi giorni di attesa ha sbuffato, pensando di rivolgersi ai privati.
«Sulle attese hanno ragione, ma non si ripeteranno. Anzi, il nuovo servizio va proprio nell’altra direzione».
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