Il Tirreno

Strada del Sagro, il progetto lo metterà a punto Carrara

di Cinzia Chiappini
Strada del Sagro, il progetto lo metterà a punto Carrara

Sarebbe stato individuato un percorso diverso di quello tracciato da Fivizzano Intanto Giannarelli (M5S) interpella l’amministrazione regionale, ma invano

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CARRARA. La strada per le cave del Sagro inizia a prendere forma. O forse sarebbe meglio dire che cambia forma. Sì perchè il tracciato proposto dal sindaco di Fivizzano Paolo Grassi nella missiva inviata lo scorso novembre al collega carrarese Angelo Zubbani sarebbe già “superato”.

L’idea di un percorso interno ai bacini marmiferi per collegare le cave del Morlungo con Torano è nata per evitare il passaggio dei camion dalla via per Campocecina e dai percorsi attraverso Fosdinovo, inagibili per frana, e garantire comunque la discesa a valle dei materiali estratti ai piedi del Sagro.

Secondo le ultime indiscrezioni Piazza Due Giugno avrebbe in cantiere una soluzione alternativa e meno impattante di quellaproposta da Fivizzano e incentrata sul recupero di una via di cava, da anni in disuso. Se così fosse, dunque, l’antica via di lizza che pensava di utilizzare il sindaco Grassi, sarebbe salva: resterebbe invece l’attraversamento in area Parco che però, a meno di colpi di scena, sembra inevitabile.

Tanto che per la prima volta, sul tema, interviene anche il presidente del Parco delle Apuane: «Stiamo aspettando che il comune di Carrara invii ufficialmente il progetto che ancora non conosciamo» precisa Alberto Putamorsi, presidente del Parco fresco di “proroga”, lasciando intendere che la patata bollente dell’individuazione del tracciato è in mano a Piazza Due Giugno. «Quando sarà stato consegnato, i nostri uffici tecnici dovrannodue valutazioni semplici, quelle di nulla osta e di verifica di rispetto del vincolo idrogeologico. E un'altra più complessa di verifica dello studio sulla "procedura di valutazione d'incidenza" che il comune di Carrara dovrà inviare. A quel punto la Commissione tecnica del Parco dovrà verificare se l'opera rispetti l'ambiente, le specie vegetali e animali che abitano l'area perché, è bene ricordarlo - ammette Putamorsi - si tratta di un'area protetta». A seguito di queste verifiche poi, conclude il presidente, «il progetto potrà essere modificato, integrato, accettato o bocciato». Intanto però c’è chi prova a mettere le mani avanti: è il caso del Movimento 5 Stelle che con il consigliere regionale Giacomo Giannarelli aveva sollecitato la Regione sull’argomento. «La risposta è un'alzata di mani» attacca il portavoce pentastellato riferendo che l’amministrazione toscana avrebbe replicato che «la direzione regionale ambiente non ha tra i suoi compiti quello di esprimersi sui progetti di relativi a strade di arroccamento». «Noi ne facevamo un problema ambientale e di tutela del paesaggio ma la Regione si nasconde dietro il fatto che trattasi di 'viabilità locale'» commenta Giannarelli confermando che «lo stop all'intento di costruire la strda resta quindi ancora l'unica tutela, visto che il Protocollo tra gli enti interessati è sempre in piedi».

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