Il Tirreno

Smottamento nel Pd ecco i transfughi eccellenti

di Manuela D'Angelo

Lasciano i democratici per “Articolo Uno - Mdp”alcuni dei personaggi più in vista Via Berti e Tongiani e quattro consiglieri. Possibili riverberi sull’amministrazione

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MASSA. Addio Partito Democratico, benvenuto Articolo Uno, Movimento Democratico e Progressista. L'emorragia c'è e sarà sempre più evidente nei prossimi mesi: lasciano il Pd alcuni dei personaggi più in vista e più radicati del comune di Massa, per seguire le orme di Speranza, D'Alema, Bersani e posizionarsi tra i seguaci del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

I fondatori. Entrano in MDP, Movimento Democratico e Progressista, il segretario comunale del Pd di Massa Adriano Tongiani, il vicesindaco della giunta Volpi, Uilian Berti; quattro consiglieri comunali, la ex capogruppo Elena Fruzzetti, Sabrina Bertelloni, Giorgio Raffi e Domenico Ceccotti, attuale presidente del consiglio.

Lasciano il Pd anche Renzo Andreani, segretario del circolo Mirteto- Ortola, Gino Fruzzetti, segretario del circolo di Romagnano e Silvano Pitanti, segretario del circolo dei Ronchi. Li seguono Mauro Mazzoni e Claudio Palandrani, due componenti dell'esecutivo comunale.

Le motivazioni. "Abbandoniamo il Pd e non parteciperemo al congresso- spiega Tongiani- perché non è più la nostra casa. Fondammo il Pd con grandi speranze, oggi tutte disattese dall'ex segretario Matteo Renzi. Abbiamo capito che il Pd stava rotolando pericolosamente verso destra dopo l'abolizione dell'articolo 18, con le manovre sul Job act e con la riforma, terribile, della buona scuola. Il tentativo del referendum sulla nostra costituzione e il commissariamento del Pd di Carrara ci hanno reso la decisione ancora più facile. Hanno ammazzato un partito».

«Non sono io che ho cambiato posizione- dice Domenico Ceccotti-; io sono rimasto sempre al mio posto, era il Pd che si allontanava da me. Non potevo più stare in un partito che ha contribuito a cambiare il senso dell'articolo 1 della nostra costituzione: non più una Repubblica fondata sul lavoro, ma una Repubblica fondata sulla ricerca vana del lavoro».

Il nuovo consiglio comunale. Il Partito Democratico continuerà a mantenere la maggioranza del consiglio comunale, questo perché, è noto, nel Pd confluirono tutti gli eletti delle due liste civiche del sindaco Volpi. Il Pd esprimerà tredici voti, di cui soltanto tre espressione dei renziani ( i consiglieri Dina Dell'Ertole, Giacomo Bugliani e Stefano Alberti) e gli altri, verosimilmente, sostenitori, come il loro sindaco, di Andrea Orlando al prossimo congresso nazionale.

I quattro consiglieri del nuovo gruppo MDP hanno già protocollato le loro dimissioni e Articolo Uno si costituirà ufficialmente durante la prossima seduta. «Siamo stati traditi- ha commentato Elena Fruzzetti- ; ci è stato detto sempre di no, è mancata qualunque discussione. Torniamo ad essere liberi, senza padroni. E' stata una fatica essere la capogruppo di chi voleva soltanto isolarsi e fare per conto suo. Adesso siamo a casa. A sinistra».

I rapporti con l'amministrazione. «Rimaniamo in maggioranza e continueremo ad appoggiare la linea di questa amministrazione». Sono parole del vicesindaco Uilian Berti, di cui qualcuno sta già invocando le dimissioni: dovrebbe rimettere le sue deleghe, tra le più importanti in giunta, i Lavori Pubblici, la Mobilità, la Protezione Civile, l'Ambiente, perché furono frutto di un accordo politico (quando il sindaco, ancora rappresentante di una lista civica fece la sua giunta, il Pd pretese il vice sindaco e alcune deleghe strategiche).

«Io ho la fiducia di Alessandro Volpi- risponde Berti-; se non mi vorrà più in giunta dovrà essere lui a deciderlo. Nessuno di noi cerca poltrone, altrimenti saremmo tutti restati ai nostri posti. Vogliamo ricostruire il centro sinistra e rispondiamo prima di tutto ai nostri cittadini. Per loro è importante che questa amministrazione porti a termine i suoi obiettivi e noi non faremo ostruzionismo».

I prossimi passi. I fuoriusciti dal Pd non parteciperanno, ovviamente, al prossimo congresso del partito. Adriano Tongiani ha convocato il 31 marzo la sua ultima direzione comunale, dove formalizzerà le dimissioni da segretario e dove, dice, verrà subito eletto un nuovo segretario che traghetterà il partito fino al congresso. I progressisti invece attendono il loro congresso fondatore, che stabilirà poi i vari coordinamenti nazionali, regionali, provinciali e comunali. Sarà quello il momento per dotarsi di una struttura solida, un partito, che parteciperà alle prossime elezioni amministrative di Massa.

Fuori, intanto, il Pd cerca di capire se tanti atti, tanti accordi, tante strategie, tanti documenti politici, come quello sul Regolamento Urbanistico, possano ancora definirsi validi, ma gli ex Pd annunciano la loro uscita dal partito e dal gruppo consigliare con un sms ai colleghi: «Buon lavoro a tutti e a presto». Come a dire: adesso sono cavoli, amari, che non ci riguardano più.

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